Più manager preparati per innovare le imprese

Presentati in SDA Bocconi il 5 ottobre 2016 i risultati della ricerca sugli effetti della diffusione dell’ICT sul lavoro e sul ruolo dei manager

La diffusione delle tecnologie abilitanti avrà un impatto sull’organizzazione del lavoro e sulle competenze richieste ai manager per guidare il processo di cambiamento: questo il risultato emerso dall’indagine SDA Bocconi, AICA in collaborazione con ALDAI e l’Associazione Italiana Direzione del Personale AIDP, realizzata sulla base delle risposte di oltre 250 manager iscritti ad ALDAI e più di 100 direttori del personale.

Franco Del Vecchio

Segretario CIDA Lombardia - lombardia@cida.it


"Dirigenti Industria" di agosto-settembre ha pubblicato a pagina 28 l’articolo del prof. Alfredo Biffi sui risultati dell’indagine realizzata con i manager e aggiungo in questa sintesi i risultati dell’indagine realizzata con i direttori del personale presentata dallo stesso Biffi e i commenti dei partecipanti alla tavola rotonda. È coerente con i manager la percezione dei direttori del personale sulle prospettive di forte cambiamento determinato dalle tecnologie abilitanti e le inevitabili implicazioni sul profilo manageriale. È condivisa la convinzione che l'automazione e i robot sostituiranno gran parte del lavoro nelle fabbriche e negli uffici, nelle attività operative fisiche e anche intellettuali se di tipo ripetitivo. Analogo l’atteggiamento di moderata fiducia nello sviluppo di nuove e più concettuali forme di lavoro che sostituiranno i posti persi. Le conseguenze saranno ritmi sempre più rapidi di rinnovamento delle competenze, centralità della tecnologia nella progettazione organizzativa e nella selezione del personale, manager come progettisti e acceleratori d’innovazione. Crescente è l’importanza del ruolo, sia da parte dei manager, sia dei direttori del personale. La progettazione organizzativa, la selezione e sviluppo del personale saranno rilevanti secondo l’opinione di tutti gli intervistati e in particolare dei responsabili HR. I manager saranno soprattutto: progettisti e gestori di innovazione, creatori di strategie più focalizzati sul process management e meno sulla gestione operativa delle persone. È convinzione dei manager HR che la progettazione organizzativa punterà decisamente all’impiego delle tecnologie (92%) e che aumenterà il peso attribuito alle competenze tecnologiche nel bilancio complessivo delle competenze della persona (84%), che avranno un ritmo di cambiamento e di obsolescenza sempre più rapido. Anche la direzione del personale modificherà il suo ruolo: sempre più coinvolta in attività di gestione del cambiamento, sviluppo dell’apprendimento continuo e selezione delle persone, anziché di gestione delle relazioni sindacali e razionalizzazione degli organici. La tavola rotonda seguita alla presentazione dei risultati è stata condotta da Umberto Frigelli, coordinatore del centro ricerche AIDP, che ha stimolato i partecipanti con domande sull’evoluzione dei ruoli e sulle competenze più richieste. Roberto Bellini di AICA ha sottolineato la crescente importanza del saper utilizzare le tecnologie ICT per aumentare la produttività e abilitare l’impresa a sviluppare nuovi modelli di business. Nel commentare i risultati della ricerca Andrea Orlandini, Presidente AIDP Lombardia e Vicepresidente nazionale, ha evidenziato: “Le nuove tecnologie, hanno sempre generato discontinuità epocali nelle imprese e nella società. Le prospettive di riduzione del lavoro ripetitivo fanno ipotizzare nuovi modelli nei quali sarà possibile lavorare meno aumentando il numero di persone attive. Le competenze nell’uso delle tecnologie non saranno un plus, ma piuttosto un prerequisito”. Il prof. Pierfranco Camussone, SDA Distinguished Professor, Coordinatore Scientifico della Ricerca ha condiviso le valutazioni sulle prospettive: “Ci sarà complessivamente meno lavoro, ma aumenterà la produttività e crescerà il Pil dei Paesi per cui si dovrà innovare il sistema di ridistribuzione della ricchezza. Le macchine lavoreranno al posto nostro e noi vivremo meglio”. Nel mio intervento ho condiviso convinzioni maturate nell’attività di manager per imprese innovative come Apple e la decennale esperienza nel coordinamento del Gruppo Progetto Innovazione  ALDAI e i ruoli Federmanager a Milano e a livello nazionale. Sono convinto che le tecnologie costituiscono l’opportunità per recuperare competitività del sistema produttivo italiano e dell’intero sistema Paese. Il futuro è il luogo dove vivremo ed è nostra responsabilità trarre beneficio dalle tecnologie per innovare le imprese e la società perché l’evoluzione è inarrestabile; se non lo facciamo noi, lo faranno altri: tedeschi, cinesi… spingendoci verso il sottosviluppo. La ricerca ha evidenziato il crescente bisogno di manager e l’importanza delle abilità di leadership e di visioning, insieme alle competenze di innovazione e organizzazione. L’aumento della domanda di figure manageriali e professionali, a scapito di lavoro “routinario”, è confermato anche dall’agenzia europea per l’istruzione e la formazione professionale CEDEFOP che indica per il 2025 un incremento del 12-15% delle figure manageriali e professionali nei 28 Paesi europei e una riduzione del 10% di impiegati, artigiani ed operai. Le previsioni per l’Italia indicano addirittura incrementi oltre il 50%, per l’occupazione dei manager, attualmente sottodimensionati rispetto alle prospettive di sviluppo (v. grafico).
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