La grande sfida della dirigenza italiana post-covid

Dopo aver arginato, per lo meno temporaneamente, l’emergenza sanitaria, la priorità di queste nuove fasi torna indiscutibilmente a essere l’aspetto sociale ed economico. Tanti sono i quesiti aperti, ma uno più di tutti: come si più ripartire? O meglio: come si può ricostruire?

Sara Cattaneo

Associata ALDAI-Federmanager e componente del comitato di redazione Dirigenti Industria
Si, perché una ripartenza presuppone di ritrovarsi ancora là, dove ci si è fermati in quella che ormai sembra una lontanissima fine di febbraio ... in realtà il punto in cui ci troviamo ora è molto lontano, come se fossimo stati catapultati in un mondo sociale ed economico completamente diverso da quello che abbiamo lasciato.

Quindi ora non si tratta solo di ripartire, ma di ricostruire completamente una nuova dimensione, fondata su presupposti e realtà del tutto diverse. E in un tale contesto, il supporto del management Italiano sarà più fondamentale che mai, a fianco e al servizio dell’imprenditoria industriale.

Le aziende sono a un bivio.

In questo nuovo contesto, come già abbiamo iniziato a vedere, le aziende possono avere due principali tipologie di reazione: da un lato ci sono quelle che cercano di bilanciare le perdite attraverso ridimensionamenti dei progetti e ristrutturazioni, ancorate il più possibile ad un approccio a loro familiare, ma ormai forse “passato”, e dall’altro lato quelle che invece prendono atto di dover cambiare, pronte ad investire su nuove idee e sul management necessario per attuarle e per guidare questo cambiamento.
Possiamo riferirci come esempio a un settore diverso da quello industriale, ovvero quello dei bar e dei ristoranti, chei tanto è stato discusso negli ultimi mesi.

Da un lato abbiamo notato alcuni ristoratori che, focalizzati sui mancati incassi e sugli investimenti necessari per la messa in sicurezza degli ambienti, hanno preferito prolungare la chiusura del proprio locale addirittura oltre i termini dettati dalla regione, in attesa del ritorno di quella realtà a cui erano abituati ...
Dall’altro lato invece abbiamo assistito a imprenditori e ristoratori caratterizzati dalla capacità di prendere decisioni veloci ed efficaci, che hanno completamente reinventato il proprio approccio, adattandosi ad una realtà nuova, e che hanno perfino saputo trasformare l’iniziale disagio dei clienti nella voglia di vivere una nuova esperienza ... come per esempio ci suggeriscono le immagini.

Questo paragone non vuole assolutamente rappresentare un’analisi superficiale applicabile in egual modo a tutte le situazioni,  perché è evidente che ogni contesto presenti le proprie peculiarità e i propri limiti di risorse a disposizione ...  vuole però rappresentare una provocazione ed uno spunto di riflessione su quale debba essere l’atteggiamento di cui noi Manager vogliamo essere portabandiera in questa fase così cruciale per il Paese.


Anche i manager sono a un bivio

Come citato prima, i dirigenti italiani (e anche quelli di altre nazioni) si trovano in una realtà totalmente nuova, che mette in discussione alcuni dei pilastri su cui si sono fondate le strategie industriali degli anni passati, e pone quindi in evidenza la necessità di stabilire nuovi obiettivi e nuovi processi.

...E a fronte di questa necessità, ogni manager avrà quindi il dovere, ma anche l'opportunità, di decidere se subire questo cambiamento, restando in attesa delle strategie dettate dalle aziende, o piuttosto mettersi al timone e guidare la trasformazione nella giusta direzione, attraverso un atteggiamento propositivo e volto alla decisione.

Facciamo alcuni esempi concreti di aree su cuo i dirigenti del post-Covid dovranno focalizzarsi.
  1. Sviluppo di nuovi modelli di supply chain - Negli anni passati c’è stata una spinta talvolta estrema verso la delocalizzazione, ovvero lo spostamento della rete di produzione e fornitura nei cosiddetti emerging-market, allo scopo di diminuire i costi totali dei prodotti. La pandemia che ormai tutti conosciamo e le dinamiche socio-politiche che ne conseguono, stanno impattando sulla disponibilità di prodotti attraverso le frontiere tra una nazione e l’altra, mettendo in evidenza alcuni limiti e rischi di questa strategia così globale ... ne deriva che il management di alcune aziende stia già iniziando a ridisegnare i processi dell’intera supply chain, considerando percorsi geografici diversi, country of origin diverse, e introducendo, ovunque sia applicabile, il concetto di dual-source, che permette di sfruttare più opzioni di produzione/fornitura in parallelo (una per esempio nei Paesi low cost ed una di carattere più locale ...)
  2. Digitalizzazione - Ora più che mai la trasformazione digitale deve diventare protagonista di questa nuova realtà, toccando tanti aspetti diversi: dallo Smart Working al marketing, che per un po' non potrà più contare su fiere ed eventi, dalle vendite agli acquisti online, dai tool per uno scambio immediato di informazioni alla gestione elettronica dei documenti, ecc..
  3. Analisi e mitigazione del rischio sia sul lato clienti che fornitori - Se fino ad ora la probabilità per un’azienda di essere esposta all’instabilità finanziaria di clienti e fornitori era mediamente contenuta, ora purtroppo è oggettivamente più alta. Quindi per poter minimizzare i rischi, alcune aziende stanno dedicando molte più risorse allo sviluppo di progetti e tool, in collaborazione con agenzie di rating e società finanziarie e digitali, atti a cogliere quanto prima gli eventuali segnali di un rischio di default, al fine di mitigarne le conseguenze.
  4. Iniziative a supporto del cash flow - In un momento di difficoltà come questo, i manager dovranno studiare ora più che mai dei modelli che aiutino il cash flow, investendo su programmi di factoring, piattaforme di intermediazione finanziaria, negoziazioni di termini di pagamento ottimali per entrambi i lati, nuove politiche di gestione dello stock, ecc

Per concludere su questo argomento vorrei quindi ricordare che, come diceva Galielo Galilei, "Dietro ogni problema c'è un'opportunità"... e sarà proprio nostro compito ora trovarla e sfruttarne il potenziale.

Notizie della settimana

Archivio storico dei numeri di DIRIGENTI INDUSTRIA in pdf da scaricare, a partire da Gennaio 2013.

I più visti

Contratto Dirigenti Industria 2019-2024

Il Contratto Nazionale di Lavoro dei dirigenti industria costituisce l’impegno fra le rappresentanze dei dirigenti e quelle datoriali sulla regolamentazione e gestione del rapporto di lavoro. Un documento Confindustria-Federmanager di 63 pagine aggiornato con l'accordo del 30 luglio 2019 è riassunto di seguito per facilitarne la consultazione.
01 ottobre 2019

Il Fasi presenta importanti novità per il 2024

Assistenza per la non autosufficienza, tariffe uniformate e aumento dei rimborsi: alcune delle novità in casa Fasi
06 febbraio 2024

Cariche sociali e lavoro dipendente

Il tema della sovrapposizione tra cariche sociali e rapporto di lavoro subordinato è sempre attuale e di estrema rilevanza, ed è stato oggetto negli anni di approfondimenti, tesi giurisprudenziali e dottrinali altalenanti. Di seguito un articolo in materia redatto dall’Avv. Riccardo Arnò, esperto in diritto del lavoro e previdenza, sulla base di una recente pubblicazione – apparsa su una rivista specialistica – a opera di Giulia Colombo, Dottoranda di ricerca in Diritto del lavoro, Università degli Studi di Udine. Il tema sarà approfondito dall'Avv. Arnò nel corso di un webinar che si terrà mercoledì 16 novembre 2022 alle ore 18
01 ottobre 2022

Prossimi al rinnovo

Il Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro dei Dirigenti Industria scade a fine anno, a conclusione di un periodo di inflazione e perdita del potere d'acquisto da recuperare
01 settembre 2023

Riforma fiscale: quanto gli italiani pagano più dei francesi?

La legge delega per la riforma fiscale, approvata dal Consiglio dei Ministri il 16 marzo 2023, apre un confronto sull'equità e sulla semplificazione tributaria. Un'occasione per un confronto con le politiche tributarie di altri Paesi europei che iniziamo - in questa prima puntata - con la Francia, per rilevare che una famiglia italiana con due figli e un reddito di 100mila euro paga 26mila euro di tasse in più rispetto all'analoga famiglia francese.
01 maggio 2023