Donne nella scienza

La lunga strada verso la parità

Di Maria Pia Abbracchio e Marilisa D'Amico
Editore Franco Angeli, 2023
Pagine 152 - Prezzo 20,00 € 
Disponibile nelle migliori librerie, su Amazon, IBS ed altri e-commerce

Recensione a cura di Franco Del Vecchio - Segretario CIDA Lombardia 
Al primo anno di ingegneria al Politecnico di Torino nel 1970 eravamo 2.000 iscritti e una sola donna. Per millenni il lavoro manuale e l'uso della forza ha creato differenze nel lavoro e nel ruolo sociale di uomini e donne, condizionandone la cultura.

Negli ultimi 50 anni, le tecnologie, l'automazione e la comunicazione hanno sviluppato l'economia della conoscenza e il lavoro è sempre più cognitivo, creando le condizioni per le pari opportunità.

Frasi del tipo: Le donne non hanno mentalità analitica, oppure Ingegneria e fisica sono materie da maschi sono legate alla cultura e ai preconcetti del passato, prive di alcun senso oggi.

Le donne hanno il talento dell'intuito, delle visione sistemica, della capacità di gestire processi mentali "multitasking", cioè di elaborare simultaneamente più concetti, che risultano determinanti e complementari con altre eccellenze, per rendere le squadre vincenti. Infatti i gruppi di lavoro inclusivi che possono avvalersi del contributo delle donne, risultano migliori rispetto ai gruppi composti da un solo genere.

Negli ultimi 50 anni la società e il mondo del lavoro sono cambiati più  di quanto è avvenuto per secoli, ma molto resta ancora da fare e i cambiamenti culturali  potrebbero richiedere intere generazioni se prevalesse la resistenza al cambiamento. Altri Paesi potrebbero innovare prima di noi e sarebbe un serio problema, economico e sociale, per il Belpaese che non gode della migliore reputazione in termini di "Innovazione", "Meritocrazia", "Solidità finanziaria", etc.

Allora bisogna stimolare il cambiamento culturale per accelerare la transizione alla parità di genere, e serve il contributo appassionato di menti lungimiranti.

Proprio ieri, in occasione dell'incontro HR WoMen organizzato da Vincenzo Scuotto, ho avuto l'occasione di conoscere le autrici del libro, fresco di stampa, "Donne nella scienza" che affronta l'argomento con il necessario rigore scientifico, essendo entrambe Prorettrici dell'Università Statale di Milano. 

Le autrici rendono il giusto merito al ruolo delle donne nella scienza, ripercorrono la discriminazione nella storia e il peso del pregiudizio; il contributo delle scienziate, spesso invisibile o oscurato; la parità scritta nella Costituzione; i progressi fatti e i preconcetti, anche inconsapevoli e femminili, che ancora limitano le carriere.

Interessanti le testimonianze pubblicate nel libro: il racconto dei percorsi di carriera, le difficoltà incontrate, i modelli femminili, la scelta di essere mogli, madri e mentor per le giovani donne che non vogliono rinunciare alla passione per una professione e alla vita privata.

Nonostante il considerevole aumento delle ragazze nelle università, la partecipazione femminile ai corsi di laurea S.T.E.M. (Science, Technology, Engineering and Maths) è ancora inferiore a quella maschile a causa del retaggio e dei preconcetti del passato che dobbiamo tutti superare ispirandoci ai modelli delle "Donne nella scienza".

Grazie Maria Pia e Marilisa per il vostro contributo.


Maria Pia Abbracchio

ordinaria di Farmacologia all'Università degli Studi di Milano, della quale è anche prorettrice vicaria con delega a Ricerca e Innovazione. È Presidentessa di Gruppo2003 per la ricerca scientifica, associazione no profit che raccoglie gli scienziati italiani più citati al mondo. È vicepresidentessa di Fondazione UNIMI, che supporta la valorizzazione della ricerca scientifica dell'Università di Milano, membro del Consiglio di Amministrazione della Lake Como School of Advanced Studies, e dei Consigli Direttivi di Brain Circle Italia e del Cluster Lombardo delle Scienze della Vita di Regione Lombardia.

Marilisa D'Amico

ordinaria di Diritto costituzionale e prorettrice a Legalità, Trasparenza e Parità di diritti all'Università degli Studi di Milano, dove insegna Diritto costituzionale, Giustizia costituzionale e Diritti delle donne nello stato costituzionale - "cattedra Jean Monnet". Dirige il Centro Interuniversitario Culture di genere e l'Osservatorio sulla violenza di genere dell'Università di Milano. Fa parte del Women and Gender in Global Affairs Network della Columbia University di New York. Coordina le attività dello Human Rights Hub nell'ambito del progetto MUSA.

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