Previndai, il secondo pilastro del welfare

MANAGER & RSA Sono ripresi, al rientro dalla pausa estiva, gli incontri ideati e organizzati da ALDAI-Federmanager per le RSA. Dopo gli appuntamenti di maggio, giugno e luglio, principalmente dedicati al contratto, lo scorso 15 settembre ha preso il via la seconda parte di questo primo ciclo formativo incentrata sui Fondi bilaterali. Riportiamo in rivista i contributi a firma di Previndai e FASI che ripercorrono i temi e quanto condiviso durante il webinar

a cura dell'Ufficio Comunicazione Previndai

Un pomeriggio all’insegna della previdenza complementare e dei servizi per la salute riservati ai manager dell’industria. Questo è stato il webinar organizzato da ALDAI nell’ambito del programma dedicato a tematiche e approfondimenti di interesse per i manager componenti di RSA, lo scorso 15 settembre in diretta streaming.

Dopo l’apertura dei lavori del Presidente Manuela Biti, la prima sessione di approfondimento è stata dedicata al Fondo pensione dei dirigenti industriali, Previndai. Il Direttore Oliva Masini ha tracciato un identikit dello strumento, nato nel 1990 per volontà di Confindustria e Federmanager, che oggi è il primo fondo pensione in Italia per patrimonio, con oltre 14 miliardi di euro a fine 2021, e più di 85mila iscritti. 

L’obiettivo finale della partecipazione a un fondo come Previndai è costruirsi una pensione di ‘scorta’ da affiancare a quella pubblica, per poter mantenere un adeguato tenore di vita anche alla fine della carriera lavorativa attiva. Per questo sono a disposizione degli iscritti diverse tipologie di rendita: la rendita è sempre vitalizia ma gli iscritti a Previndai possono scegliere anche una o più opzioni ulteriori, come la rendita certa (cinque, dieci o quindici anni), quella reversibile, la long term care e la controassicurata. C’è comunque anche la possibilità di ottenere una parte della prestazione in capitale (massimo il 50%) e quella rimanente in rendita. 

Il Direttore ha poi ricordato che, anche prima della fine della carriera, è possibile utilizzare le risorse del proprio salvadanaio previdenziale, per esempio per richiedere anticipazioni per l’acquisto della prima casa per sé o i figli, per spese mediche o anche senza dover specificare alcuna ragione (per un importo fino al 30% della posizione). In casi particolari è poi possibile richiedere un riscatto della posizione o la Rita (Rendita integrativa temporanea anticipata). 

Ma quando si pensa a un fondo pensione è sempre bene tenere a mente anche i costi, che in un orizzonte temporale lungo come quello della previdenza complementare possono fare la differenza. Previndai è un ente senza scopo di lucro, ovvero gli unici costi che vengono sostenuti sono quelli necessari a far funzionare la struttura, non ci sono altri ‘azionisti’ da remunerare se non gli iscritti. Per questo il Fondo ha costi molto competitivi (per saperne di più Previndai) e nello stesso tempo è attento a gestire al meglio gli investimenti. 

In particolare il direttore Masini ha ricordato che il Fondo mette a disposizione degli iscritti quattro comparti: due assicurativi (garantiti) – Assicurativo 1990 (non più sottoscrivibile) e Assicurativo 2014 – e due finanziari, Bilanciato e Sviluppo. Non esiste una regola valida per tutti, ma in generale si può dire che i primi sono più adatti a chi ha davanti a sé pochi anni di contribuzione, perché danno una garanzia di conservazione del capitale e di una remunerazione minima; mentre i secondi sono più indicati per chi ha davanti almeno dieci o quindici anni di contribuzione attiva, perché in questo arco temporale si riescono ad assorbire eventuali temporanee perdite con l’obiettivo di ottenere un rendimento maggiore. Con Previndai si ha comunque la possibilità di scegliere anche più di un comparto per i propri risparmi. 
È anche stato ricordato che la previdenza complementare è fiscalmente incentivata, e dal 2007 prevede una tassazione a titolo d’imposta (non cumula con altri redditi) molto agevolata sulla posizione liquidata alla fine della carriera lavorativa: tra il 15% e il 9% a seconda degli anni di permanenza nel Fondo. Inoltre, è possibile dedurre dal reddito i contributi versati fino a 5.164 euro l’anno.

Occorre ricordarsi di comunicare a Previndai i contributi eccedenti questa somma, così non saranno tassati al momento dell’erogazione della prestazione in rendita e/o capitale.
Previndai offre poi la possibilità di iscrivere al Fondo anche i familiari fiscalmente a carico, costruendo così per loro un salvadanaio previdenziale con l’attenzione e la trasparenza offerte a tutti i manager iscritti ma anche l’opzione di incrementare la propria posizione con versamenti volontari e/o aggiuntivi. 
Infine, un focus sulla nuova Area Riservata, che da qualche mese ormai offre molte nuove funzionalità, a partire dalla possibilità di richiedere direttamente online le varie prestazioni.

31 DICEMBRE 2022 ATTENZIONE AL TERMINE!

Previdenza Complementare


Scade il termine, previsto dal D. Lgs. 252/2005, per la dichiarazione dei contributi versati alla previdenza complementare (Previndai, Previndapi, ecc.) e non dedotti fiscalmente. L'importo da comunicare al Fondo di previdenza è quello eccedente euro 5.164,57 annui, rilevabile dalla Certificazione Unica 2022 nel campo 413 e va riportato sul Modello 059 "contributi non dedotti" disponibile nell'Area Riservata Dirigente. Qualora a titolo personale sia stato effettuato il versamento di contributi aggiuntivi, detto importo andrà comunicato sommandolo all'importo rilevato nel campo 413 della Certificazione Unica.
Per il PREVINDAI il modello è scaricabile dal sito: www.previndai.it / Area riservata / sezione Versamento / Contributi non dedotti.

Archivio storico dei numeri di DIRIGENTI INDUSTRIA in pdf da scaricare, a partire da Gennaio 2013.

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