Perché certificare le competenze

La certificazione non è un mero pezzo di carta. È un investimento per tutti i manager che puntano allo sviluppo di carriera. Ecco cosa prevede “Be Manager”, l’innovativo servizio di certificazione delle competenze manageriali nato in casa Federmanager.

Direttore Generale Federmanager
Esiste una differenza marcata tra il riconoscimento che all’estero si attribuisce alla certificazione dei propri titoli e il valore che ne attribuiamo noi in Italia. Un curriculum avvalorato da parte terza in molti Paesi è la normalità, spesso costituisce il prerequisito per candidarsi a una posizione lavorativa. Affinché la cultura della certificazione faccia breccia anche da noi occorre che i percorsi siano seri, con disciplinari stringenti, che siano gestiti da società di primaria specializzazione e validati da enti accreditati.

Questi elementi sono tutti presenti nel percorso di certificazione delle competenze manageriali “Be Manager”, un’iniziativa che abbiamo lanciato più di due anni fa e che sta ottenendo il riconoscimento di Accredia per diventare lo standard di riferimento del mercato italiano.

Be Managerè un percorso che abbiamo pensato su misura dei nostri colleghi, avendo a cuore i loro fabbisogni e l’obiettivo dello sviluppo di carriera. Occorre metterci impegno, una buona attenzione nell’autovalutazione, e anche un pizzico di coraggio per affrontare le eventuali aree di miglioramento che risultano dall’assessment e che meritano un approfondimento formativo.

Nella vita non si smette mai di imparare, si dice. Nella vita professionale di un manager la formazione continua si è trasformata in un must. Dopo più di due anni di esperienza posso affermare senza dubbio che la formazione offerta dalla nostra management school, Federmanager Academy, ha rappresentato per molti colleghi un arricchimento considerevole.

Abbiamo ricevuto molti attestati di soddisfazione da chi ha partecipato. Anche i numeri lo testimoniano. Oltre 300 manager certificati in 4 profili professionali, di cui ben il 47% come temporary manager e 40% come innovation manager (gli altri hanno ottenuto la certificazione come export manager oppure manager di rete).
Quasi un terzo di chi era in cerca di nuova occupazione si è ricollocato; il 19% del totale ha avviato nuove attività di consulenza. I 120 certificati come innovation, poi, costituiscono la prima squadra di colleghi che Federmanager inserirà nell’elenco che sarà disponibile a breve presso il ministero dello Sviluppo economico, dal quale le imprese potranno attingere per avvalersi del voucher per la consulenza qualificata nei processi di trasformazione digitale che intraprenderanno.

Non saranno i soli. Stiamo lavorando per affiancare a questo primo gruppo i colleghi che si stanno candidando al percorso di certificazione. Per garantire l’elevato standard qualitativo, abbiamo scelto di trasmettere al Mise esclusivamente i nominativi di coloro che hanno ottenuto una validazione specifica delle competenze e abilità coerenti con la materia della digital transformation.

Continueremo su questa strada consapevoli che la nostra funzione è anche quella di anticipare le tendenze del mondo dell’industria, che chiede competenze manageriali coerenti con l’evoluzione del mercato.

Ecco perché, oltre ad avere un focus sulla figura chiave del manager per l’innovazione, la seconda edizione di “Be Manager”, in partenza a settembre, sarà arricchita di un quinto profilo: il manager per la sostenibilità.
Archivio storico dei numeri di DIRIGENTI INDUSTRIA in pdf da scaricare, a partire da Gennaio 2013.

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