Quei ragazzi del ’99

È davvero eloquente il parallelismo tra le generazioni del ’99 per rappresentare la china un po’ ingloriosa che il nostro Paese ha intrapreso più o meno negli ultimi decenni della sua storia.

Mario Cardoni 

Direttore Generale Federmanager

I ragazzi del 1899 non hanno avuto grandi possibilità di scelta. È stata loro chiesta la vita per difendere il Paese dall’invasore. Ragazzi semplici, per lo più di provenienza umile e senza scolarizzazione, ma con valori forti e un grande sogno: un futuro migliore che avrebbero dovuto aiutare a costruire. Hanno dimostrato coraggio, si sono battuti per un obiettivo alto: la libertà propria e del proprio Paese.  Animata dallo stesso spirito di speranza e di passione, la generazione del dopoguerra, ricca di grandi personalità, grandi leader, dalle macerie della guerra ha dato vita a quell’opera di ricostruzione che ha fatto grande questo nostro piccolo Paese e consentito a noi baby boomers di vivere anni di pace e di benessere senza precedenti.
Poi ci siamo cullati troppo, abbiamo cominciato a vivere sopra le nostre possibilità, accentuando sprechi e fenomeni di corruzione che hanno innescato una crescita senza controllo del debito pubblico, una sorta di refugium peccatorum che ora costituisce il nostro cruccio principale.  Ed ecco che spuntano i Millennials, i nostri ragazzi del 1999, più coccolati ed istruiti, ma anche un po’ svogliati e che reclamano risposte rapide alle loro aspettative che non trovano. Forse, però, nemmeno cercate con convinzione. Un nuovo esercito di insoddisfatti, che non hanno nemmeno svolto l’anno di leva, non più obbligatorio. E anziché prendere atto che evidentemente qualcosa non ha funzionato e cercare di attuare le opportune contromisure, più di qualcuno, in modo irresponsabile e pericoloso, ci inzuppa il biscotto ed alimenta una contrapposizione generazionale senza precedenti generando un clima di invidia che rischia di trasformarsi in vero e proprio odio sociale. Un bel capolavoro!
La ricetta è solo una! La nostra è (o dovrebbe essere…) una repubblica fondata sul lavoro, ma spesso ce ne siamo dimenticati e anzi lo dipingiamo come una sorta di cayenne che ciascuno deve scontare per vivere anziché, come dovrebbe essere, naturale strumento per realizzare le proprie aspirazioni personali e professionali. Rimettiamo il lavoro al centro della nostra discussione. Le imprese che funzionano e sono competitive sono quelle che puntano sulla qualità e sulla valorizzazione delle persone, da cui ne dipende il successo. Curare i giovani nella fase di acquisizione delle conoscenze è fondamentale, creare un sistema di orientamento che sappia direzionare sulla base delle attitudini personali e delle effettive possibilità di lavoro è importante, cosi come il saper fare. Non ci possono essere degli steccati tra scuola e lavoro. Il sistema duale è quello che fa la differenza tra noi e la Germania. Basta copiare. La formazione è il punto da cui partire per creare le competenze che servono. Questo è il miglior antidoto per vincere il rischio di essere sostituiti dalle nuove tecnologie. 
Solo il lavoro riconosce la dignità della persona, rispettiamo chi è venuto prima di noi e ha lavorato molto per fare grande questo Paese e che ancora svolge un ruolo sociale fondamentale per il welfare familiare, investiamo sul lavoro per i nostri giovani. Evitiamo di creare i presupposti per trasformare un esercito di insoddisfatti in un esercito di assistiti.  Serve un nuovo vero patto generazionale su cui ricostruire una futura prospettiva di crescita e di sviluppo sostenibile e inclusivo.
Archivio storico dei numeri di DIRIGENTI INDUSTRIA in pdf da scaricare, a partire da Gennaio 2013.

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Contratti a confronto

Proseguendo nell’esercizio iniziato con il confronto tra il CCNL Nazionale Dirigenti Industria ed il contratto Fiat, proponiamo ora il confronto del testo di riferimento con il CCNL Nazionale Dirigenti Commercio.
01 gennaio 2017

Gli errori da evitare dopo l’assunzione

Tanto impegno nella ricerca di un nuovo lavoro rischia di essere vanificato da errori banali per mancanza d’esperienza. Nel seminario accessibile anche in diretta streaming, martedì 26 giugno alle 17:30, condivideremo come stabilire subito relazioni efficaci e superare il periodo di prova.
01 giugno 2018

Nuovo contratto Confapi-Federmanager

In anticipo rispetto alla scadenza, lo scorso 16 novembre 2016 si è raggiunto l’accordo tra le parti per il rinnovo del CCNL dei dirigenti e quadri superiori delle piccole e medie aziende produttrici di beni e servizi. La decorrenza del CCNL va dal 01.01.2017 al 31.12.2019. L’obiettivo delle Parti è stato quello di apportare quegli interventi contrattuali necessari a favorire il rilancio della competitività delle PMI attraverso l’incremento delle professionalità manageriali.

 
01 marzo 2017

Termine presentazione domanda Naspi a seguito di licenziamento individuale

Hot mail con il nostro esperto INPS. Sono un dirigente di 56 anni licenziato a maggio 2016 per giustificato motivo oggettivo con dispensa dal preavviso lavorato e corresponsione della relativa indennità sostitutiva di 12 mesi.
26 settembre 2016

Contratto Dirigenti in scadenza nel 2018

Il contratto Confindustria-Federmanager in vigore dal 1° gennaio 2015 scadrà il 31 dicembre 2018. I lettori che hanno ricevuto e attivato l'accesso agli articoli riservati agli associati possono scaricare di seguito il contratto in vigore per aprire un consapevole confronto per il rinnovo del contratto.

A cura del comitato di redazione Dirigenti Industria 
01 novembre 2017