Il merito... merita un riconoscimento…?

1° Maggio 2017 - Conferimento Stelle al Merito del Lavoro

La morale suggerirebbe che l’impegno profuso da ciascuno nello svolgere il proprio ruolo, varrebbe da solo a darne la dovuta soddisfazione e personale compiacimento per avere svolto bene il proprio impegno.

Da sinistra: Alberino Dossena, Aniello Pisanti, Roberto Maroni, Luciana Lamorgese, Giuseppe Sala, Luigi Roth, Emanuele Fiumanò, durante l'esecuzione dell'Inno di Mameli.

Mario Giambone  

Maestro del Lavoro e Consigliere ALDAI

Ma in tempi come quelli che stiamo vivendo, dove i valori essenziali della vita vengono spesso travolti e disattesi, a maggior ragione prende corpo e significato questo encomiabile riconoscimento, promosso dalla Presidenza della Repubblica, di conferire ogni anno a lavoratrici e lavoratori italiani la decorazione della “Stella al Merito del Lavoro” che comporta il titolo di “Maestri del Lavoro”.
La bianca stella è il riconoscimento per l’attività svolta presso imprese pubbliche o private, in Italia  o all’estero, tale decorazione continua ad avere l’alto significato che si è voluto riconoscere a quanti abbiano dimostrato ed interpretato il proprio ruolo anche con l’obiettivo di essere stati capaci di infondere, specie nei giovani, l’amore verso il lavoro, con gli opportuni insegnamenti di moralità e comunicativa, non lesinando partecipazione e presenza da prendere come esempio con obiettivi comportamentali da imitare.
Vale la pena ricordare come  tale decorazione abbia nobili ed antichi natali se si pensa che fu istituita nel lontano 1923 e nel prosieguo normata dalla legge 143 del 5 febbraio 1992, ma come spesso abbiamo avuto modo di ricordare, l’origine risale ancora a prima.
Luigi Vergani, Alberto Mattioli e Mario Giambone.

Luigi Vergani, Alberto Mattioli e Mario Giambone.

Il sentimento comune è che tale riconoscimento non debba intendersi come un “traguardo” bensì come impegno a trasmettere il proprio vissuto, alle nuove generazioni, come passione e rispetto per i valori che si affrontano nella vita, non solo lavorativa.
Anche quest’anno la toccante cerimonia si è svolta presso l’aristocratica ed imponente Sala Verdi dell'omonimo Conservatorio di Milano, dove l’intramontabile fascino, emanato dallo stile barocco lombardo, che si percepisce non appena si varcano i suoi chiostri interni, conferisce all’evento anche un profondo sentimento di austera qualificazione. Tale ricorrenza continua a far registrare una folta partecipazione che, oltre ai premiandi, contempla anche una notevole aggregazione di familiari ed accompagnatori, sintomo di interesse per un momento che, se non viene vissuto personalmente, non può essere descritto con l'efficacia del sentimento provato. 
Come spesso viene ricordato, negli incontri che si svolgono tra gli insigniti di tale riconoscimento, successivamente, quando i momenti della ufficialità sono passati e si riflette su quale valore continuare a dare a tale conferimento, la risposta sorge spontanea nel ritenere che il suo significato è insito proprio nella necessità di avere un obiettivo da perseguire, di essere fiduciosi verso i traguardi che si vogliono raggiungere. Lo sforzo prodotto deve essere considerato come un viatico di dignità da trasmettere, quale valore può ancora avere, se non la qualità dei singoli comportamenti? 
Una personale considerazione dello scrivente è che un “Maestro” debba ritenersi gratificato per essere detentore di tali requisiti e costituirsi esempio da imitare, in maniera da attribuire significato a certi simboli senza i quali l’essenza dell’umana appartenenza viene svuotata ed inaridita. A considerare le ricorrenti candidature annuali di soggetti che si credono in possesso dei requisiti richiesti, c'è da ritenere che tale conferimento sia ancora un traguardo sentito ed ambito. 
La cerimonia, svoltasi con la consueta controllata solennità introdotta dall’inno nazionale, ha contemplato la premiazione di 141 soggetti appartenenti a realtà della Lombardia, di cui 28 donne. Le qualifiche di appartenenza sono state così rappresentate:  il 25% dirigenti d’azienda, il 33% quadri, il 30% impiegati, il 12% operai, valori che restano costanti in riferimento alle precedenti edizioni confermando l’equilibrio delle differenti categorie operanti nel comparto delle aziende regionali. 
Particolare la partecipazione delle significative figure istituzionali quali: il Prefetto di Milano Luciana Lamorgese, il Presidente Regione Lombardia Roberto Maroni, il Sindaco di Milano Giuseppe Sala, affiancati dal Console regionale Maestri del Lavoro Alberino Dossena, dal Presidente Consiglio regionale ANLA (Associazione Nazionale Lavoratori Anziani) Emanuele Fiumanò, dal Direttore interregionale Ministero del Lavoro Aniello Pisanti e dal Presidente del Gruppo lombardo Federazione nazionale Cavalieri del Lavoro Luigi Roth.
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A cura della redazione Dirigenti Industria 
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