Valorizzare il Merito

L’Italia è ricca di talenti, ma il sistema organizzativo e sociale ne ostacolano la realizzazione. Il prossimo 20 marzo i vertici del Forum della Meritocrazia presenteranno in ALDAI-Federmanager i risultati dei progetti realizzati e apriranno un dibattito sui criteri etici e di trasparenza che compongono le valutazioni meritocratiche.

Claudio Ceper 

Presidente Forum della Meritocrazia
L’Italia non è un Paese meritocratico e lo dimostrano i risultati del Meritometro, uno strumento basato su sette pilastri: libertà, pari opportunità, qualità del sistema educativo, attrattività per i talenti, regole, trasparenza e mobilità sociale, messo a punto dal Forum della Meritocrazia con il supporto di una équipe di ricercatori dell'Università Cattolica, che per quattro edizioni ha rilevato l’Italia all’ultimo posto fra i Paesi europei. Dirigenti Industria ha pubblicato a novembre 2017 l’articolo “Meritocrazia in Italia: una strada in salita” sui risultati del Meritometro, il cui aggiornamento è disponibile nell'articolo "L’Italia nella palude della mediocrazia".
Il ranking 2018 fotografa un’Europa a tre velocità. I Paesi scandinavi (Finlandia, Norvegia, Danimarca, Svezia) con i migliori risultati, seguiti da un blocco di Paesi virtuosi (Olanda, Germania, Gran Bretagna, Austria e Francia) e nella parte bassa della classifica i Paesi in “deficit di meritocrazia” (Polonia, Spagna e Italia). Primeggiano Paesi con un sistema di regole chiaro e trasparente, che garantiscono pari opportunità nell’economia e nella società. Paesi nei quali la meritocrazia favorisce democraticamente i meritevoli generando un migliore sistema lavorativo, produttivo, sociale e i risultati si vedono anche nella crescita del PIL. Il nostro Paese, per il quarto anno consecutivo, si conferma in ultima posizione, con un livello di meritocrazia fermo ai valori del 2015, e non è certamente un caso che siamo in recessione.
Una survey alla quale hanno risposto lo scorso anno oltre 500 manager di PMI (60,5%) e grandi imprese (39,5%) ha evidenziato che i manager reputano il merito un fattore strategico di competitività per la propria organizzazione e si ritengono preparati (65%) a gestirlo, ma ammettono (53%) che le imprese italiane sono meno meritocratiche di quelle estere. A dirlo sono i dirigenti e i manager delle funzioni di business.
Uguaglianza delle opportunità, riconoscimento del talento, valorizzazione del merito sono valori condivisi da molte persone che vogliono vivere in un Paese più equo e rigoglioso.

Il Forum della Meritocrazia

Nel 2011, per promuovere la meritocrazia in Italia, un gruppo di giovani entusiasti, di idealisti e un senior di esperienza hanno creato il Forum della Meritocrazia. Dopo poco più di un anno mi fu chiesto di diventarne Presidente e mi dedicai con entusiasmo perché è utile lavorare sui temi della meritocrazia nell’interesse del sistema-paese. Nei primi 3 anni ci siamo dedicati a 3 principali attività:
  1. La creazione di un Consiglio Direttivo, composto da persone con buona reputazione meritocratica, alto valore professionale e oggi costituito in maggioranza da donne.
  2. Lo sviluppo della base associativa, soprattutto di aziende sponsor che, condividendo i nostri ideali, potessero fornirci il sostegno finanziario per crescere e realizzare progetti di advocacy, community, think tank e creazione di una segreteria organizzativa.
  3. Il consolidamento della governance con la nomina di un Vicepresidente e l’allargamento del Consiglio a 19 membri, per consentirci di gestire in modo più raccordato ed efficace i numerosi progetti che nel frattempo avevano visto la luce.
Abbiamo quindi realizzato importanti progetti per dare concretezza alle nostre iniziative.
Meritocrazia e leadership una ricerca che analizza la capacità della leadership nel valorizzare il fattore umano come elemento imprescindibile per competere e crescere, durato 3 anni e condotto in partnership con Great Place to Work che ha condotto le analisi con centinaia di questionari funzionali al progetto. Colgo l’occasione per ringraziare Alessandro Zollo, CEO  Great Place to Work che è stato uno dei nostri primi sponsor aziendali. Nel frattempo avevamo già incominciato a realizzare simposi e tavole rotonde sui nostri temi, almeno 3-4 volte all’anno organizzati dall’instancabile Nicolò Boggian.
L’Incubatore di talenti è stato il secondo rilevante progetto finalizzato ad aiutare giovani laureandi o neolaureati di facoltà umanistiche e meno favoriti nella ricerca del primo impiego ad avvicinarsi consapevolmente al mondo del lavoro. Abbiamo collaborato con 4 grandi Università: Bicocca, Insubria, Parma e Sapienza di Roma, supportati da una settantina di mentor volontari per assistere più di un centinaio di ragazzi e ragazze.
Meritocrazia nei CDA è stato un altro progetto importante sviluppato attraverso numerose tavole rotonde, creando un Codice Etico e avviando un processo di valutazione delle performance dei CdA, che sta progredendo rapidamente.
Il Meritometro, citato all’inizio dell’articolo e sviluppato da Giorgio Neglia in collaborazione con il Prof. Rosina dell’Università Cattolica, che ha creato e reso disponibile un sistema oggettivo di valutazione e comparazione annuale della Meritocrazia.
Il Meritometro ha dato origine al Meritorg, e cioè uno strumento che può aiutare le aziende a misurare il livello di meritocrazia al loro interno, sempre sulla base di articolati questionari. Un sentito ringraziamento a Luca Villa, HR Director di Acciai Speciali Terni (gruppo Thyssen), che ha condotto nella primavera del 2018 un coraggioso progetto pilota in azienda con risultati di grande interesse e che spero sarà possibile realizzare in altre aziende, magari anche con l’aiuto delle associazioni dei manager. 
Il sesto progetto, sicuramente quello più emozionante, lo abbiamo dedicato a Valeria Solesin, in memoria della ricercatrice italiana morta due anni fa nella tragedia del Bataclan di Parigi. Con l’eccezionale spinta propulsiva di Paola Corna Pellegrini, si sta preparando la terza edizione nel 2019, dopo aver distribuito quasi 80.000 euro di premi nei 2 anni a 20 studenti universitari, selezionati fra decine di tesi di laurea, sul tema del lavoro femminile all’estero. Qui dobbiamo ringraziare anche il Comune di Milano e l’assessore alla trasformazione digitale, Roberta Cocco, che ci segue e supporta assiduamente.
Last but not least, le numerose edizioni della Giornata del Merito, organizzate e gestite dalla Vicepresidente Maria Cristina Origlia, oggi vero motore organizzativo del forum e mio instancabile braccio destro; l’ultima edizione, recentissima, si è tenuta a fine gennaio allo Swiss Corner con oltre 100 soci partecipanti, anche sotto forma di aperitivo post-natalizio e rinnovo iscrizioni. Ma tutto ciò non basta e mi aspetto che il nuovo Consiglio Direttivo che si insedierà nel prossimo aprile e che governerà il Forum nel prossimo triennio possa fare anche meglio di quello attuale, con rinnovato entusiasmo ed energia.
Le sfide che ci aspettano sono impegnative, soprattutto in un Paese come l’Italia sempre meno portato a celebrare e riconoscere il valore della meritocrazia, con un Governo che ha come suoi principali progetti il reddito di cittadinanza e le pensioni a quota 100, per non parlare dei vaccini, delle grandi opere, della trasformazione digitale, della scuola ecc. È il trionfo dell’assistenzialismo, senza entrare nel merito delle competenze, ulteriore dimostrazione della scarsa attenzione del Paese per la meritocrazia. Per non parlare delle voci che sostengono che la meritocrazia sia ingiusta e che porta alla creazione di una nuova oligarchia.

Il pomeriggio del 20 marzo sarò insieme a Maria Cristina Origlia in ALDAI-Federmanager per aprire un dibattito sull’argomento con grande sincerità, dando spazio a tutte le tesi.
Proprio per dare nuovo slancio alle nostre iniziative e per coerenza meritocratica, l’incontro sarà fra gli ultimi della mia presidenza, perché ho deciso di dare spazio alle persone più giovani, ricche di entusiasmo ed energia. Nel nostro Paese, che premia da sempre la gerontocrazia, un simile ricambio sarebbe sicuramente un esempio virtuoso.

Libri interessanti

Concludo raccomandando due libri che ho appena finito di leggere, L’economia della ciambella di Kate Raworth e I talenti delle donne di Silvia Tassarotti. Kate, che insegna a Oxford, è colei che ha lanciato “l’economia circolare,” rispettosa dell’ambiente e di un maggior equilibrio sociale rispetto alla “religione del PIL” e della crescita continua. Silvia, coach romana, con cui ho avuto il piacere di interagire, descrivendo la carriera di una brillante giovane manager, di nome Francesca, dà una serie di spunti critici e consigli alle manager italiane. Francesca cresce, in una quindicina d’anni, da giovane consulente a CEO di una società di consulenza strategica, riuscendo anche a realizzare una buona Work-life Balance. Non è l’unico libro che tratta i temi della Diversity/Inclusion, ma mi è piaciuto molto perché è di facile lettura, snello e pieno di esempi e consigli che possono essere utili per le nostre colleghe.

Il futuro dipende da noi

Prima di chiudere vorrei citare un bellissimo articolo "Spendiamo più per il debito che per la scuola: l’eredità lasciata ai nostri figli" di Ferruccio de Bortoli pubblicato sul Corriere Economia del 24 dicembre 2018, che afferma che l’Italia è l’unico Paese fra i 18 più industrializzati, che spende di più per pagare gli interessi sul debito che per la scuola e l’Università. De Bortoli si chiede infatti “Quale futuro abbia un Paese che finanzia di più il proprio passato che il proprio futuro?”.
Questo, per noi del Forum, è un tema cruciale e spiega perché molti dei nostri progetti riguardano proprio i laureati e gli studenti. Ho dimenticato di citare che due anni fa abbiamo anche organizzato, con Patrizia Fontana, un riuscito convegno sul ritorno dei talenti, a cui partecipò come relatore anche l’allora rettore della Bocconi, professor Sironi. Fino a quando i nostri governi non metteranno mano a una epocale riforma del sistema educativo globale, con investimenti adeguati che consentano di inserire insegnanti giovani, preparati, motivati e ben pagati, e non si diffonderà fra gli studenti una sincera cultura del merito, a partire da una sana educazione civica, il nostro Paese non decollerà e continuerà a rimanere invischiato in una ultradecennale mediocrità.

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Archivio storico dei numeri di DIRIGENTI INDUSTRIA in pdf da scaricare, a partire da Gennaio 2013.

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