Viaggiare a benzina costa il doppio dell'elettrico

Ho constatato il vantaggio economico della trazione elettrica di un'auto a benzina Hybrid Plug-in rispetto al motore a combustione. Con l'aumento dei costi dei carburanti il costo al Km è il doppio rispetto all'elettrico con ricarica domestica. Quali indicazioni per il futuro?

 

Franco Del Vecchio

Consigliere ALDAI e Federmanager
Come descritto nell'articolo "Tradizionale, elettrica o plug-in? Quattro conti sull’auto di oggi" ho acquistato un anno fa un'auto a benzina hybrid plug-in con autonomia elettrica di circa 60 Km.

Con l'aumento dei costi dei carburanti ho voluto verificare la convenienza fra la trazione elettrica e quella a benzina, confrontando il costo al Km, per la stessa auto, con trazione elettrica e a benzina.

10 centesimi di Euro al Km viaggiando a benzina

L'auto percorre circa 20 Km con un litro di benzina che costa circa 2 euro (200 centesimi) al litro in questo periodo. Quindi 200 centesimi al litro diviso 20 Km sono 10 cent. di euro al Km.

5 centesimi di Euro al KM viaggiando in elettrico

L'auto percorre, nella stessa zona, oltre 5 Km con un KWh di energia elettrica, il cui costo marginale in bolletta domestica, escludendo i costi fissi che pagherei comunque, è di circa 25 centesimi di euro. Quindi 25 centesimi al KWh diviso 5 Km di percorrenza, corrispondono a 5 centesimi di euro al Km.

Conviene viaggiare in elettrico, ricaricando alla presa di casa, rispetto alla benzina?

La risposta dell'Intelligenza Artificiale conferma la convenienza: Ricaricare un'auto elettrica a casa costa mediamente tra i 4 e i 6 euro per percorrere 100 km, rispetto agli 11-13 euro necessari per un'auto a benzina equivalente, garantendo un risparmio di circa il 50% sui costi del "carburante".

Ecco dunque verificato il costo doppio del combustibile tradizionale rispetto all'elettrico.

Conviene anche caricando alle colonnine?

Naturalmente con la ricarica alle colonnine pubbliche il vantaggio si riduce e si annulla a 50 cent. al KWh.

Il costo del kWh alle colonnine pubbliche in Italia è decisamente più alto e varia in media da 40 a 90 centesimi di euro, a seconda della tipologia di colonnina e della potenza erogata:
  • Alle colonnine in corrente alternata AC fino a 22 kW il costo è mediamente da 40 a 65 centesimi di euro al kWh, anche più del doppio del costo marginale dell'energia elettrica per uso domestico, quindi non c'è alcuna convenienza dell'elettrico rispetto alla benzina.
  • Alle colonnine di ricarica veloce in corrente continua DC da 50 a 150 kW, il costo è mediamente da 55 a 79 centesimi di euro al kWh, e se considerassimo un prezzo medio di 67 centesimi a KWh l'elettrico costerebbe il 50% in più della benzina.
  • Alle colonnine ultra veloci HPC in corrente continua, oltre 150 kW, il costo è mediamente da 70 a 90 centesimi al kWh, con punte che possono superare 0,90 – 1,00 €/kWh, soprattutto in autostrada; quindi con costi anche 4 volte superiori all'energia domestica e in tal caso viaggiare in elettrico costerebbe addirittura il doppio della benzina.

Ci sono anche fornitori di energia elettrica alle colonnine DC veloci fino a 150 KW che applicano prezzi speciali, riservati ad abbonati o ai possessori di alcuni brand, che permettono di acquistare a 44 centesimi al KWh, e quindi si risparmia ancora rispetto alla benzina, ma solo il 12%, nel mio caso.

In Francia ho pagato dalla stessa catena di distribuzione di energia elettrica 31 centesimi al KWh, quindi in Francia il vantaggio c'è anche alle colonnine veloci e supera il 38% rispetto alla benzina che costa più che in Italia.

Il vantaggio della mobilità elettrica aumenta naturalmente parecchio con la ricarica gratuita dal fotovoltaico di proprietà o condominiale.

Di seguito la formula per calcolare il risparmio viaggiando in elettrico rispetto al carburante tradizionale
 

Quali riflessioni?

In Italia l'energia elettrica costa quasi il doppio rispetto alla Francia, fino a circa il 70-80% in più per le famiglie e con un divario ancora più ampio per le imprese.

Poiché i costi dell'energia elettrica incidono sulla competitività delle imprese, in particolare di quelle energivore, e sulle bollette a carico delle famiglie è di primaria importanza un piano energetico nazionale che:
  1. riduca la dipendenza da fonti fossili d'importazione;
  2. svincoli il prezzo dell'energia elettrica dal costo del gas
  3. favorisca la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili nazionali: idroelettrico, fotovoltaico, eolico e piccoli reattori nucleari SMR (dall'inglese Small Modular Reactor)
Non è giustificabile l'aumento del prezzo dell'energia elettrica alle colonnine, del doppio e fino a 4 volte il prezzo marginale della bolletta domestica, perché la conversione in corrente continua e l'accumulo non può costare più della stessa produzione di energia elettrica. Evidentemente il mercato non ha ancora raggiunto le dimensioni e il livello di competitività per conseguire economie di scala e costi sostenibili rispetto alle bollette domestiche.

Non giustificabile anche il sovrapprezzo delle ricariche autostradali, superiori percentualmente a quelle dei carburanti tradizionali. Alcuni fornitori preferiscono installare stazioni di ricarica solo vicino alle uscite dalle autostrade piuttosto che proporre prezzi fuori mercato.

Cosa fare?

L'elettricità dovrebbe essere detassata perché incide sulla competitività, promuove l'economia e contribuisce al benessere sociale.

Se vogliamo ridurre la dipendenza dal petrolio e dal gas è necessario favorire la mobilità elettrica con l'installazione capillare di stazioni pubbliche di ricarica, oltre alle installazioni private nei box e nei condomini, per favorire la transizione e il progresso, più che per fare business, approfittando delle nuove richieste di energia.

In Norvegia e nel nord Europa ci sono più stazioni di ricarica che pompe di carburante e si stanno diffondendo le prese di ricarica nei condomini.

Se lo fanno in un Paese al buio possiamo fare anche meglio nel Paese del "Sole mio".

Se la mobilità elettrica, caricando dalla presa domestica, costa la metà rispetto alla benzina, è doveroso offrire tale beneficio all'intera collettività.

L'innovazione elettrica è vantaggiosa non solo per l'ambiente

 

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