Vedere e immaginare: la distopia tra letteratura e cinema
Per il ciclo “Il fascino sempre attuale del genere distopico”
Alessandro Martini
Socio ALDAI-Federmanager e componente del Gruppo Cultura
La distopia è stata quel sottile fil rouge su cui il Gruppo Cultura ALDAI-Federmanager ci ha invitato a concentrarci nel corso dell’anno, facendoci assaporare ciò che sul tema è stato scritto da grandi autori della letteratura di genere come Ishiguro, Bradbury, Cunningham e Orwell. Dagli incontri dedicati, proprio come succede quando un libro ci prende e non ci lascia andare, non ci sono rimaste addosso soltanto le parole: siamo stati portati a creare immagini, a rendere più viva e duratura la memoria di quanto abbiamo letto e di ciò che, dopo la lettura, sentiamo ormai nostro. A completamento di questo percorso sensoriale, e per tenere vive le immagini che abbiamo generato in noi, ci è sembrato naturale chiudere il ciclo sulla distopia analizzando come il genere sia stato trattato dal cinema e dai grandi registi cinematografici.
La distopia non è semplice previsione catastrofica e negativa del domani, ma uno specchio deformante del presente, porta all’estremo paure, tensioni e contraddizioni che appartengono già al nostro mondo: vederle rappresentate in una sala cinematografica avvicina ancora di più l’immaginario e il reale, là dove il verosimile e il vero diventano spesso difficili da separare e riconoscere. La conferenza di Simone Spoladori, produttore, critico e docente di Cinema, ci guiderà in questo viaggio attraverso alcune delle principali rappresentazioni della distopia, con particolare attenzione al rapporto tra letteratura e cinema. L’incontro mostrerà come la distopia cambi linguaggio a seconda del mezzo con cui è raccontata e come le nostre percezioni ne vengano influenzate.
Nel romanzo, la distopia agisce spesso attraverso il pensiero, la parola e l’interiorità dei personaggi. Il lettore entra nella mente di chi vive sotto un regime, in una società rigidamente organizzata o in un mondo in cui la libertà è stata progressivamente svuotata di significato. Il cinema, invece, traduce queste paure in immagini: città verticali e labirintiche, folle uniformate, schermi onnipresenti, architetture fredde, corpi sorvegliati, paesaggi devastati. Dove la letteratura suggerisce e approfondisce, il cinema mostra e rende immediatamente percepibile l’oppressione.
La conferenza inviterà a riflettere su come il cinema distopico abbia costruito alcune delle immagini più memorabili delle nostre paure collettive. Ogni film, a suo modo, non parla soltanto di un futuro possibile, ma interroga il presente da cui nasce. La distopia, infatti, non serve solo a immaginare catastrofi. Serve soprattutto a riconoscere segnali, derive e fragilità del nostro tempo. Per questo continua a essere una forma narrativa così attuale: perché ci costringe a chiederci non solo che cosa potrebbe accadere, ma che cosa stia già accadendo sotto i nostri occhi, nelle nostre abitudini e nelle nostre scelte quotidiane.
L’incontro sarà dunque un viaggio tra pagine e schermi, tra immaginazione e critica sociale, per comprendere come il racconto del peggio possa aiutarci a leggere meglio il mondo in cui viviamo.
SAVE THE DATE
L’incontro Vedere e immaginare: la distopia tra letteratura e cinema
si terrà mercoledì 28 ottobre alle ore 17
presso la Sala Viscontea Sergio Zeme.
Per partecipare è necessaria la registrazione su www.aldai.it
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