Fondirigenti, per 1 euro investito in formazione ne tornano 16

I risultati del Bilancio Sociale d’Impatto di Fondirigenti

Da sinistra: Carlo Poledrini, Presidente Fondirigenti; Bruno Villani, Presidente ALDAI-Federmanager; Giorgio Neglia, Studi e Ricerche Fondirigenti.

Fausta Savone       

Ufficio Stampa Fondirigenti

Un aumento del 12 per cento della produttività aziendale, il ritorno di 16 euro, tra benefici diretti e indiretti, per ciascun euro investito in formazione, un impegno straordinario sulle sfide del futuro, con ben 27 milioni di euro destinati all’industria 4.0. Sono alcuni dei risultati più significativi del primo Bilancio Sociale d’Impatto di Fondirigenti, il Fondo di Confindustria e Federmanager che ha l’obiettivo di promuovere la formazione continua nelle imprese, studiandone i fabbisogni.
“È sull’aumento della produttività e degli investimenti in capitale umano che il nostro Paese ha bisogno di recuperare terreno in raffronto con i principali competitor comunitari – afferma Carlo Poledrini, Presidente di Fondirigenti – siamo quindi più che soddisfatti dei risultati lusinghieri del nostro Bilancio Sociale”. Costanza Patti, direttore generale della struttura, costituita per il 55 per cento da donne, sottolinea il valore dei risultati ottenuti: “abbiamo investito con lungimiranza su strategie vincenti, come appunto l’industria 4.0, offrendo per primi alle imprese, gli strumenti per favorire la transizione dall’analogico al digitale”. Il Bilancio è in assoluto il primo mai redatto da un Fondo interprofessionale, e copre il triennio che va dal 2015 al 2018. In questo lasso di tempo Fondirigenti ha formato ben 45mila dirigenti, ha veicolato 8.250 piani formativi per altrettante imprese, e ha approvato 100 milioni di euro di finanziamenti e 58 milioni di co-finanziamenti per i soggetti coinvolti. Il Bilancio è stato presentato il 14 maggio a Milano, all’interno del workshop “Produttività e innovazione per la managerializzazione del Paese”, organizzato in collaborazione con ALDAI-Federmanager, l’Associazione lombarda dei dirigenti d’azienda.
In apertura del convegno il Presidente ALDAI-Federmanager Bruno Villani ha sottolineato come “stiamo vivendo la sfida di una rapidissima innovazione tecnologica che sta mettendo in discussione i modelli produttivi, l’organizzazione del lavoro, il modo di fare impresa e lo stesso ruolo del manager. Recepiamo – ha continuato Villani – una difficoltà crescente di reperire sul mercato profili professionali idonei a gestire questa rivoluzione tecnologica ed è evidente come sia in atto, e non solo in Italia, un missmatch tra domanda e offerta di lavoro su competenze specifiche. È uno skill divide che va colmato al più presto e sui cui ALDAI-Federmanager sta facendo la sua parte, investendo in formazione e networking per far sì che i manager abbiano le competenze necessarie per rispondere a questa sfida”.
I 27 milioni di euro che vi sono stati destinati, hanno coinvolto 3.500 dirigenti, attraverso 250mila ore di formazione nei Big data, nella Cybersecurity, nel Digital marketing e nell’automazione dei processi, con oltre 1.500 piani formativi e un fattore di moltiplicazione degli investimenti del 180 per cento.
Fondirigenti è nata nel 1998, come Fondazione dedicata a Giuseppe Taliercio, il dirigente Montedison ucciso dalle Brigate Rosse, dopo 47 giorni di sequestro. Nel 2002, con un accordo tra Confindustria e Federmanager, si trasformò in Fondo per la formazione manageriale, alimentato da una quota crescente dello 0,30 per cento versato dall’Inps alle imprese.  Oggi conta su 14mila imprese e 80mila manager associati, e una quota di mercato del 75 per cento.
Ma i progressi sulla formazione dei manager non potranno avere tutto l’impatto che potrebbero, se la burocrazia continua ad essere una palla al piede. I suoi costi, invece che ridursi, crescono con il passare degli anni. Nel triennio preso in esame dal bilancio sociale d’impatto, Fondirigenti li ha visti addirittura raddoppiare. L’aumento medio annuo, infatti, è stato del 33 per  cento. È l’efficienza di gestione che ha consentito di mantenere il livello quantitativo e qualitativo dei servizi ai propri aderenti.
   
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