Mercato del lavoro in Italia

A differenza della maggior parte dei Paesi europei, in Italia non esiste un salario minimo

Sandro Marsiglia

Temporary Manager per l'Internazionalizzazione
Dei 60 milioni di abitanti, il nostro Paese conta solo 23 milioni di lavoratori, dato che incide sugli equilibri economici del sistema.

La pandemia ha certamente contribuito a colpire i salari amplificandone la tendenza al ribasso; parimenti, anche la crisi conseguente alla guerra in Ucraina ha generato un’inflazione, tra le più alte degli ultimi 30 anni, che nell'Eurozona ha registrato un incremento annuale dell'8,9%, rispetto al +8,6% di giugno e al +2,2% dello stesso mese del 2021…

Lo ha affermato anche il Presidente del Consiglio Mario Draghi in conferenza stampa, sottolineando come in Italia il dato non sia da meno, con il 6,7%. 

Tale questione riveste una complessità maggiore se diamo un'occhiata a come sono evoluti i salari nel nostro Paese e allo stato di salute del mercato del lavoro in questo momento. 

La situazione nel nostro Paese

Mentre in altre parti d'Europa i salari minimi, di cui l'Italia non gode, vengono rivisti tenendo conto dell'attuale situazione economica, da noi non si registrano variazioni nella retribuzione, ma nel paniere dei prezzi al consumo, ove i cittadini nel 2022 hanno già perso più del 5% del potere d'acquisto, fattore che ha contribuito a indebolire le fasce fragili della popolazione. 

Ma… qual è lo stato di salute del mercato del lavoro, e perché affrontare questa crisi può essere più difficile per l'Italia?

I dati sono particolarmente cruenti se facciamo un confronto storico dell'analisi di OpenPolis con gli ultimi dati dell'OCSE. Tra il 1990 e il 2020 si è registrato un calo del 2,9% dello stipendio medio annuo; se a questo aggiungiamo il fattore pandemia i dati peggiorano, si sono ridotti del 3,2% in Francia e del 2,9% in Spagna e, chiaramente peggio, del 6% in Italia. Ed è lì, nei dati rispetto al resto d'Europa, che le prospettive non sono molto incoraggianti. La situazione si è nettamente aggravata perché lo standard in cui si collocava l'Italia nel 1990 la lasciava in una posizione di tutto rispetto: era il settimo Stato europeo per salario medio annuo, subito dopo la Germania.

Quali sono le peculiarità del mercato del lavoro in Italia?

In Italia non esiste un salario minimo, è uno dei pochi Paesi dell'UE dove non è ancora stato regolamentato. 

In questo momento c'è una forte pressione da parte dei tre sindacati principali, CGIL, CISL e UIL, che, pur non avendo un legame giuridico esplicito, negoziano attraverso contratti collettivi con le imprese e, anche coloro che non sono affiliati, entrano in quella dinamica e si sentono protetti dalla copertura sindacale.

Scommettere su un modello di salario minimo orientato proprio alle fasce più svantaggiate della popolazione eviterebbe che in Italia vi fossero casi ove alcune fasce di lavoratori vengano pagate meno di 9 euro l'ora.

Certamente, il problema del basso potere d'acquisto in questo momento in Italia, aggravato dalla guerra, risiede nella mancanza di contratti efficaci nel contesto attuale. Questa bassa qualità del mercato del lavoro si specifica, ad esempio, con il numero di contratti a tempo determinato ancora svolti: il dato è al suo picco storico, secondo l’INPS.
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