Politiche Industriali per far ripartire il Paese

Industriali, politici e professori universitari si incontrano e discutono di politica industriale… no, non è l’inizio di una barzelletta, ma quanto ha preceduto l’Assemblea annuale dei Soci di Federmanager Varese lo scorso 14 maggio.

Da sinistra: Luciano Ferrante, Federico Visconti, Nicola Rossi, Luca Orlando, Stefano Cuzzilla, Roberto Maroni, Giovanni Orsi Mazzucchelli, Angelo Senaldi.

Luciano Ferrante

Presidente Federmanager Varese

Il nostro territorio ha vissuto stati di crisi strutturale per alcune Piccole e Medie Imprese, processi di ristrutturazione e riorganizzazione di grandi aziende, coinvolgendo molte unità operative sparse sul territorio nazionale, affrontate sulla base di rispettabilissimi piani industriali, che però non significano politiche industriali; è stato naturale, quindi, voler affrontare tale problematica, anche nella speranza che Varese possa essere la sede da cui partono, senza perdere altro tempo, queste auspicate politiche industriali per la ripresa delle imprese manifatturiere.
A tale scopo Federmanager Varese ha organizzato un convegno imperniato su tale tematica: un appuntamento che ha messo al dibattito esponenti di rilievo del mondo industriale, politico e accademico.
Oltre al Presidente Federmanager Varese, Luciano Ferrante, erano presenti al Convegno, in qualità di relatori, Stefano Cuzzilla (Presidente Federmanager), Pierangelo Albini (Direttore Area Welfare di Confindustria), Giovanni Orsi Mazzucchelli (Presidente Mazzucchelli 1849 S.p.a.), Angelo Senaldi (Commissione Attività Produttive Camera dei Deputati), Nicola Rossi (Professore Ordinario di Economia Politica all’Università “Tor Vergata” di Roma) e Federico Visconti (Rettore dell’Università Carlo Cattaneo LIUC di Castellanza).
A moderare il dibattito è stato Luca Orlando, inviato del Sole 24 Ore. Ad aprire i lavori il saluto speciale del Presidente della Regione Lombardia, Roberto Maroni.
Dal nome dei partecipanti si evince come fossero rappresentate tutte le componenti delle Istituzioni coinvolte nelle decisioni per far chiarezza sugli aspetti di una politica industriale, identificando a loro parere cosa significasse, innanzitutto per il tessuto industriale, questo termine, e quali fossero le cause primarie della lenta ripresa del sistema Italia, anche nel confronto con altre nazioni europee, che operano in uno scenario con vincoli similari, se non uguali.
Il primo appunto significativo riguarda il grande numero di Associazioni Territoriali che, sull’abbrivio dato dal Programma di Federmanager, hanno imperniato la propria attività su tematiche similari, a seconda della realtà locale, ma con al centro la volontà di partecipare attivamente al rilancio dell’attività manifatturiera.
Le aree di intervento primario sono state identificate in sburocratizzazione del rapporto fra Imprese e Istituzioni, impulso all’innovazione (con forme premianti di defiscalizzazione), sostegno all’inserimento di giovani talenti, potenzialmente rispondenti ai requisiti della “Quarta Rivoluzione Industriale”, ormai alle porte.
Su tali temi Federmanager si è dichiarata impegnata a proposte concrete per definire azioni e modalità d’intervento, attraverso tavoli di lavoro congiunti da tempo costituiti, considerando che le risorse potranno essere individuate e messe a disposizione da una vera e incisiva semplificazione della macchina dello Stato, da miglior efficienza (costi standard) del Sistema Sanitario Nazionale, reso intelligentemente sussidiario con i Fondi Sanitari Integrativi, dalla ricaduta di una significativa riduzione di spesa (la cosiddetta spending review), che non ha ancora visto risultanti lampanti, se non l’abdicazione di ben tre commissari nominati appositamente. L’aspetto significativo, nelle analisi della problematica, ha evidenziato che non bisogna dichiararsi impossibilitati dall’affrontare tutti detti modi per supportare il rilancio della nazione.
La macchina dello Stato è in effetti una flotta di macchine che viaggiano autonomamente e tutte possono esibirsi in pratiche, che nel mondo produttivo si chiamano “concurrent engineering”, “zero base budget”, e via discorrendo: bastano obiettivi ambiziosi, ma perseguibili, determinazione e credibilità, chiarezza e trasparenza per coinvolgere il sistema negli obiettivi da raggiungere per un miglior futuro.
Quali sono questi obiettivi? Aumentare la competitività del sistema produttivo italiano, sostenere la crescita dimensionale delle aziende, creare nuove imprese e nuova occupazione.
In tutto questo il manager è la figura chiave per gestire le fasi di passaggio generazionale, le fasi di ristrutturazione e trasformazione all’interno dell’azienda e portare con successo il business all’estero, anche in forma di temporary management.
L’Associazione di Varese, a conclusione dei lavori, ha rivolto ai relatori la “minaccia” che essa continuerà a persistere e a monitorare gli obiettivi dichiarati in questa sede da politica, industria e mondo universitario, non solo verificandone l’avanzamento con costante periodicità, ma mettendo a disposizione il Dna di Federmanager, ovvero le competenze utili al loro raggiungimento.
Archivio storico dei numeri di DIRIGENTI INDUSTRIA in pdf da scaricare, a partire da Gennaio 2013.

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