Internazionalizzare le PMI: la posta in palio è alta

Per avere successo occorre un team di solide competenze, a cominciare da quelle manageriali. È giunto il momento di sviluppare le potenzialità delle PMI, incentivando l’inserimento di competenze manageriali in grado di stimolare e guidare il processo di internazionalizzazione.

 

Mario Cardoni 

Direttore Federmanager

A quattro punti percentuali di aumento dell’export di beni e servizi in termini reali corrisponde un aumento di un punto percentuale del PIL. Un dato oggettivo che conferma, ancora una volta, come l’internazionalizzazione abbia un ruolo centrale nella formazione della ricchezza di un Paese e, nel nostro caso, costituisca forza trainante per rimettere in moto un sistema economico che annaspa da tempo.
Non vi è una formula universale e vincente per percorrere il cammino verso l’internazionalizzazione. Oltre all’innovazione tecnologica che certamente ha la sua influenza, sono determinanti la strategia competitiva, la struttura organizzativa e ancor più la gestione delle risorse – strumentali e umane. In sostanza, il capitale intangibile che non trova riscontro nei bilanci tradizionali e che fa la differenza.
Per questo il management gioca un ruolo fondamentale in questo processo: come artefice e contaminatore dei cambiamenti, vanta profili con un elevata “vocazione” all’internazionalizzazione e bagaglio di skills specifiche. E il legislatore italiano, che Federmanager ha sollecitato più volte in tal senso, si è finalmente accorto delle potenzialità di queste figure, pur se ancora troppo timidamente.
L’iniziativa del MISE partita nel 2016, che aveva introdotto un voucher a fondo perduto di 10.000 euro a copertura di servizi erogati per almeno 6 mesi a tutte quelle PMI che avessero inserito il cd. Temporary Export Manager (TEM), si è rivelata di successo al punto che oggi ci aspettiamo che sia riproposta.
La customer satisfaction commissionata dal MISE e dall’ICE ha mostrato il giudizio positivo delle aziende che hanno effettivamente usufruito dei voucher: il 47% ha dichiarato di aver raggiunto l’obbiettivo principale di supportare l’avvio ovvero l’espansione del processo di internazionalizzazione. Per l’82%, che non era presente all’estero, sono stati raggiunti benefici quali un significativo incremento del numero di clienti internazionali, un aumento del numero di mercati di esportazione, la crescita del fatturato estero.
Secondo l’Ocse (“Entrepreneurship at a glance 2016”) l’Italia risulta avere il valore più basso sulla quota di export concentrata nelle 100 aziende più grandi del Paese – circa il 25% - poco più della metà dei livelli di Francia e Germania. Dagli stessi numeri viene fuori che circa la metà delle esportazioni in Italia è realizzata da imprese con meno di 250 dipendenti, appunto piccole e medie imprese – il quarto valore più elevato dell’Ocse.
Le PMI – o almeno, una parte di esse – hanno saputo adeguarsi alle fasi critiche della nostra economia e sviluppare soluzioni particolarmente innovative che hanno consentito loro di posizionarsi in segmenti di mercato d’élite in cui prevalgono per creatività e personalizzazione, modificando il modello di governance e/o aprendosi a competenze oltre il "cortile familiare".
Se questi dati lasciano ben sperare, tuttavia è innegabile come persistano alcune difficoltà ad aprirsi verso scenari produttivi oltreconfine: la mancanza di una struttura solida, la scarsità di competenze strategiche e organizzative e l’inadeguatezza delle risorse a disposizione; non ultimo, un forte gap culturale che impedisce all’azienda la percezione dei vantaggi effettivi che gli sbocchi internazionali possono apportare.
Se l’uomo solo al comando non è più di moda, per avere successo occorre un team di solide competenze, a cominciare da quelle manageriali.
La posta in palio è notevole: recenti dati hanno rivelato che accettando la sfida dell’internazionalizzazione, le PMI potrebbero veder crescere il proprio fatturato con percentuali in doppia cifra.
Pertanto, oggi al legislatore chiediamo uno sforzo ulteriore, necessario per un importante balzo in avanti: incentivi per l’inserimento manager in grado di stimolare e guidare il processo di internazionalizzazione; più risorse per la formazione dei dipendenti che vanno istruiti adeguatamente all’utilizzo di mezzi di ultima generazione; una campagna informativa che gradualmente supporti l’evoluzione culturale sperata.
Archivio storico dei numeri di DIRIGENTI INDUSTRIA in pdf da scaricare, a partire da Gennaio 2013.

I più visti

Contratto Dirigenti Industria 2019-2023

Il Contratto Nazionale di Lavoro dei dirigenti industria costituisce l’impegno fra le rappresentanze dei dirigenti e quelle datoriali sulla regolamentazione e gestione del rapporto di lavoro. Un documento Confindustria-Federmanager di 63 pagine aggiornato con l'accordo del 30 luglio 2019 è riassunto di seguito per facilitarne la consultazione.
01 ottobre 2019

Videoconferenza ZOOM

Le restrizioni agli incontri per evitare il contagio coronavirus impongono soluzioni alternative per evitare la paralisi delle attività. È l'occasione per scoprire le soluzioni Smart Working: per lavorare in team, realizzare riunioni, partecipare ai seminari, sempre a distanza. Sono numerose e gratuite le soluzioni per videoconferenza, dalle più diffuse come Skype alle più professionali come ZOOM che ALDAI-Federmanager utilizza da due anni per favorire la partecipazione gratuita agli incontri milanesi senza muovere un passo.
A cura della redazione 
01 aprile 2020

Rinnovo cariche sociali ALDAI – Triennio 2021-2023

Introduzione ai profili ed alle modalità di votazione.
A cura del Comitato Elettorale 
13 aprile 2021

Rinnovo del Consiglio Direttivo ALDAI 2021

Di seguito i 78 profili dei candidati per il rinnovo del Consiglio Direttivo ALDAI per il triennio 2021-2023
03 aprile 2021

Un Paese più illuminato

Nonostante l'emergenza Covid la Lombardia non ha mai smesso di essere la regione con i migliori risultati, l'unica in grado di competere con le altre principali aree industriali europee. Un patrimonio e un modello economico italiano ed europeo da salvaguardare e sostenere con risorse Next Generation EU
01 febbraio 2021