Manager e PMI, binomio vincente per la crescita

I dettagli delle due proposte presentate da Federmanager in vista della Legge di Bilancio 2019 per sostenere la crescita economica. Bisogna puntare su manager e PMI per agganciare la digital transformation.

Mario Cardoni 

Direttore Generale Federmanager
Da tempo Federmanager sostiene la necessità di puntare sulla crescita delle piccole e medie imprese italiane per ridare slancio alla nostra economia, favorendo l’adeguamento dei modelli di business attraverso l’inserimento di qualificate risorse professionali in grado di dare impulso ai necessari processi di innovazione organizzativa.
Coerentemente a tale obiettivo, in previsione della manovra finanziaria, abbiamo elaborato due proposte di intervento che vanno in questa direzione, che abbiamo presentato pubblicamente in occasione dell’evento “Manager e PMI, binomio vincente per la crescita”, organizzato il 22 ottobre scorso a Roma, con la partecipazione di importanti esponenti di governo e del parlamento.

Prima proposta Federmanager

La prima proposta nasce dalla constatazione che, sotto l’aspetto della digitalizzazione, le imprese italiane sono ancora in forte ritardo: nella maggior parte delle nostre PMI non si è completata nemmeno la terza rivoluzione industriale  (digitalizzazione di base e automazione integrativa) e in molti casi questa fase non è proprio iniziata!
Purtroppo manca la piena consapevolezza di quanto è in atto nel mercato globale, ed è una consapevolezza imprescindibile per intraprendere il cammino dell’innovazione. Per questo motivo è fondamentale che, accanto alle agevolazioni già esistenti per sostenere gli investimenti in macchinari, si favorisca il percorso di digital transformation delle nostre PMI attraverso l’inserimento di risorse manageriali esperte nell’innovazione tecnologica e di processo, introducendo degli appositi incentivi, con l’obiettivo di creare i presupposti per accrescere la capacità competitiva di tali aziende nel tempo.
A tal fine, la prima proposta mira all’introduzione di un contributo a fondo perduto sotto forma di voucher per l’acquisizione di competenze professionali di supporto alle imprese o reti di imprese che intendono investire in innovazione e tecnologie digitali.
In questa ipotesi, fissando l’ammontare del voucher in misura corrispondente a 40.000 euro su base annua, con uno stanziamento complessivo pari a 40 milioni di euro si incentiverebbero 1.000 imprese all’assunzione di manager dell’innovazione.
Abbiamo esplicitato i requisiti professionali che caratterizzano il ruolo del manager per l’innovazione. Non solo. Abbiamo certificato le competenze di molti innovation manager
Per garantire l’affidabilità delle risorse manageriali, nella nostra proposta abbiamo esplicitato i requisiti professionali che caratterizzano il manager per l’innovazione tratti dal Disciplinare per la certificazione delle competenze manageriali adottato da Federmanager in partnership con Rina Services nell’ambito del progetto “Be Manager”. 
L’innovation manager è un professionista che deve assicurare la gestione delle attività inerenti processi di innovazione del business, in termini di processi organizzativi, prodotti/servizi e pensiero manageriale, stimolando la ricerca di soluzioni legate alla digital transformation e favorendo culturalmente l’introduzione e il consolidamento di idee innovative.
Non puntiamo, quindi, sul possesso di conoscenze tecniche specialistiche ma su competenze trasversali.

Seconda proposta Federmanager

Anche la nostra seconda proposta è volta a valorizzare il contributo che i manager possono fornire per supportare la nascita e il consolidamento di iniziative imprenditoriali, favorendo così un’opportunità di sviluppo per il Paese: ci riferiamo alla possibilità di incentivare fiscalmente le somme di fine rapporto percepite dai manager all’atto della risoluzione del rapporto di lavoro quando sono reinvestite nel capitale sociale di start-up o PMI.
Con l’intento di coinvolgere anche in questo caso circa 1.000 manager all’anno, tra coloro che risolvono consensualmente il rapporto di lavoro a fronte di un incentivo all’esodo, abbiamo ipotizzato la necessità di dedicare a tale misura uno stanziamento pari a 19 milioni di euro.
Tale intervento stimolerebbe l’investimento del risparmio privato di cui sono titolari le figure ad alta qualificazione professionale, favorendo anche il recupero delle loro competenze a vantaggio di una buona parte delle imprese del Paese, in un circolo virtuoso che, al contempo, realizzerebbe sia una leva per lo sviluppo del sistema produttivo che una forma di politica attiva del lavoro.
Sui contenuti degli interventi proposti abbiamo avviato una positiva interlocuzione con il governo: confidiamo che la prossima manovra risponda alle nostre sollecitazioni già preannunciando che proseguiremo su questi temi nell’attività di accreditamento istituzionale dei mesi a venire.
Archivio storico dei numeri di DIRIGENTI INDUSTRIA in pdf da scaricare, a partire da Gennaio 2013.

I più visti

Contratto Dirigenti Industria 2019-2024

Il Contratto Nazionale di Lavoro dei dirigenti industria costituisce l’impegno fra le rappresentanze dei dirigenti e quelle datoriali sulla regolamentazione e gestione del rapporto di lavoro. Un documento Confindustria-Federmanager di 63 pagine aggiornato con l'accordo del 30 luglio 2019 è riassunto di seguito per facilitarne la consultazione.
01 ottobre 2019

Cariche sociali e lavoro dipendente

Il tema della sovrapposizione tra cariche sociali e rapporto di lavoro subordinato è sempre attuale e di estrema rilevanza, ed è stato oggetto negli anni di approfondimenti, tesi giurisprudenziali e dottrinali altalenanti. Di seguito un articolo in materia redatto dall’Avv. Riccardo Arnò, esperto in diritto del lavoro e previdenza, sulla base di una recente pubblicazione – apparsa su una rivista specialistica – a opera di Giulia Colombo, Dottoranda di ricerca in Diritto del lavoro, Università degli Studi di Udine. Il tema sarà approfondito dall'Avv. Arnò nel corso di un webinar che si terrà mercoledì 16 novembre 2022 alle ore 18
01 ottobre 2022

Riforma fiscale: quanto gli italiani pagano più dei francesi?

La legge delega per la riforma fiscale, approvata dal Consiglio dei Ministri il 16 marzo 2023, apre un confronto sull'equità e sulla semplificazione tributaria. Un'occasione per un confronto con le politiche tributarie di altri Paesi europei che iniziamo - in questa prima puntata - con la Francia, per rilevare che una famiglia italiana con due figli e un reddito di 100mila euro paga 26mila euro di tasse in più rispetto all'analoga famiglia francese.
01 maggio 2023

Rinnovo cariche sociali ALDAI – Triennio 2024-2027

Introduzione ai profili e alle modalità di votazione
15 aprile 2024

Rinnovo del Consiglio Direttivo ALDAI 2024-2027

Di seguito i 67 profili dei candidati per il rinnovo del Consiglio Direttivo ALDAI per il triennio 2024-2027
02 aprile 2024