Elogio della Follia
Da Erasmo di Rotterdam a Ursula von der Leyen
Alberto Pilotto Federmanager Vicenza
“Elogio della follia” è un saggio scritto in latino da Erasmo di Rotterdam (1466/69-1536, teologo, umanista, filosofo e saggista olandese), considerato il maggiore esponente dell’Umanesimo cristiano. Mi sono venuti alla mente questi nomi (autore e saggio) in questa calda estate, caratterizzata dagli esami di maturità dei nipoti (noi, ragazzotti nel 1962, storpiavamo il nome dell’autore da Erasmo ad Orgasmo!) e dalla follia di tanti importanti attori sul palcoscenico della politica internazionale. Cercherò, quindi, di aggiornare (si parva licet) l’originale critica satirica di Erasmo alla società attuale sia italiana che europea ed internazionale. Nel saggio, la Follia (figlia di Pluto, dio della ricchezza e della giovinezza) è stata allevata dall’Ignoranza e dall’Ubriachezza e ha, come fedeli compagni, la Vanità, l’Adulazione, la Dimenticanza, l’Accidia, il Piacere, la Demenza, la Licenziosità, l’Intemperanza e il Sonno mortale.
Sono sotto gli occhi di tutti, o quasi (“chi ha occhi per vedere e orecchie per sentire” - Antico e Nuovo Testamento) ed esclusi coloro che soffrono per qualche problema di strabismo di origine ideologica, che numerose decisioni, prese sia a livello nazionale che europeo in tempi passati e recenti, siano state prese dai diversi e numerosi estimatori e seguaci del filosofo olandese. Nei miei precedenti articoli avevo già stigmatizzato azioni, comportamenti e decisioni prese dai vari responsabili europei e dalle varie Commissioni. In particolare, la mia critica era frutto di tanti anni di attività dirigenziale, con responsabilità di approvvigionamenti e di logistica a livello mondiale (Cina, India, Europa, USA), che richiedeva un sano pragmatismo.
Il caso più recente è quello relativo alla crisi dello stretto di Hormuz (principalmente petrolio, gas, fertilizzanti): fulgido caso di follia al quadrato, poiché avvenuto a 53 anni di distanza (!!) di un analogo episodio (stretto di Suez) durante la guerra del Kippur del 1973. Riprendendo il saggio di Erasmo, quali sono state le nutrici della follia dei Governanti italiani ed europei che non sono stati in grado di provvedere, in più di 50 anni, ad una autonomia energetica?
Sono sotto gli occhi di tutti, o quasi (“chi ha occhi per vedere e orecchie per sentire” - Antico e Nuovo Testamento) ed esclusi coloro che soffrono per qualche problema di strabismo di origine ideologica, che numerose decisioni, prese sia a livello nazionale che europeo in tempi passati e recenti, siano state prese dai diversi e numerosi estimatori e seguaci del filosofo olandese. Nei miei precedenti articoli avevo già stigmatizzato azioni, comportamenti e decisioni prese dai vari responsabili europei e dalle varie Commissioni. In particolare, la mia critica era frutto di tanti anni di attività dirigenziale, con responsabilità di approvvigionamenti e di logistica a livello mondiale (Cina, India, Europa, USA), che richiedeva un sano pragmatismo.
Il caso più recente è quello relativo alla crisi dello stretto di Hormuz (principalmente petrolio, gas, fertilizzanti): fulgido caso di follia al quadrato, poiché avvenuto a 53 anni di distanza (!!) di un analogo episodio (stretto di Suez) durante la guerra del Kippur del 1973. Riprendendo il saggio di Erasmo, quali sono state le nutrici della follia dei Governanti italiani ed europei che non sono stati in grado di provvedere, in più di 50 anni, ad una autonomia energetica?
I termini “Diversificazione” e “Logistica” non hanno avuto,
evidentemente gli stessi significati di quelli tradizionali in uso nelle
aziende industriali; d’altra parte, a parziale scusante di questi
poveretti, non possiamo dimenticare che, salvo pochissime eccezioni, la
maggior parte di essi non ha mai avuto esperienza diretta in Aziende.
Noi italiani siamo stati per troppo tempo seguaci dell’Accidia e
dell’Ignoranza (i due referendum abrogativi del Nucleare del 1987 e del
2011) e abbiamo, purtroppo, confidato sulla Vanità, sulla Dimenticanza e
sulla Adulazione di chi ci ha governato, in Italia e in Europa. Noi,
italiani ed europei, non soddisfatti delle nutrici tradizionali di
Erasmo, Ignoranza e Ubriachezza, ne abbiamo introdotta un’altra:
l’“Ideologia”, che distorce i metodi della scienza moderna per poter
arrivare ad una novella Società Ideale (vedi Platone).
Recentemente, sono state riportate dichiarazioni del nostro Governo relative a voler “proseguire speditamente sulla strada per il ritorno dell’energia nucleare in Italia, puntando sulle tecnologie più innovative con minireattori modulari” (SMR, trattati anche durante la nostra recente Assemblea). In Italia ci sono oltre 70 Aziende specializzate che coprono l’intera filiera produttiva e che hanno una forte posizione internazionale; l’ultima grande centrale costruita in Europa è opera dell’ENEL. I problemi, a questo punto, potrebbero sorgere dalle solite burocrazie, italiana ed europea, e, soprattutto, da quei partiti e organizzazioni varie di anime belle che, come già visto in passato, si attiveranno per intralciare e bloccare la realizzazione, anche ricorrendo ad un altro referendum. Quelle forze che si definiscono progressiste hanno, con i loro comportamenti, confermato quanto sia valida l’eterogenesi dei fini, quel principio filosofico e sociologico che descrive come, spesso, le conseguenze delle nostre azioni siano diverse, o addirittura opposte, rispetto agli scopi che ci eravamo prefissati. Desidero concludere con una recente frase di Ursula von der Lyen, Presidente Commissione Europea: “Prezzi dell’elettricità in UE troppo alti. Errore l’addio al nucleare”. Prosit!
Recentemente, sono state riportate dichiarazioni del nostro Governo relative a voler “proseguire speditamente sulla strada per il ritorno dell’energia nucleare in Italia, puntando sulle tecnologie più innovative con minireattori modulari” (SMR, trattati anche durante la nostra recente Assemblea). In Italia ci sono oltre 70 Aziende specializzate che coprono l’intera filiera produttiva e che hanno una forte posizione internazionale; l’ultima grande centrale costruita in Europa è opera dell’ENEL. I problemi, a questo punto, potrebbero sorgere dalle solite burocrazie, italiana ed europea, e, soprattutto, da quei partiti e organizzazioni varie di anime belle che, come già visto in passato, si attiveranno per intralciare e bloccare la realizzazione, anche ricorrendo ad un altro referendum. Quelle forze che si definiscono progressiste hanno, con i loro comportamenti, confermato quanto sia valida l’eterogenesi dei fini, quel principio filosofico e sociologico che descrive come, spesso, le conseguenze delle nostre azioni siano diverse, o addirittura opposte, rispetto agli scopi che ci eravamo prefissati. Desidero concludere con una recente frase di Ursula von der Lyen, Presidente Commissione Europea: “Prezzi dell’elettricità in UE troppo alti. Errore l’addio al nucleare”. Prosit!
15 luglio 2026
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