Raccordo ferroviario per il Marco Polo il treno che non c’è

Gianni Soleni

Gianni Soleni Federmanager Venezia

Su questo argomento sono stati finora pubblicati tre articoli nelle pagine dell’associazione di Venezia (numeri 1-2/2024, 10-11-12/2025, 3-4/2026), ritenendolo estremamente importante per l’area Veneziana e Triveneta in generale.

L’incontro descritto in questo numero nelle pagine di Venezia, svoltosi nella chiesa di S. Elena a Tessera con obiettivi e argomentazioni essenzialmente culturali, ha fatto scaturire l’ovvio e doveroso interesse a verificare lo stato avanzamento lavori (S.A.L.) per la ormai “leggendaria” e “STRATEGICA” 
(cosi è stata definita al momento della presentazione ufficiale) Bretella Ferroviaria per l’aeroporto Marco Polo.
Purtroppo si è dovuto constatare ancora una volta (alla data del 22 giugno u.s.) che in realtà il citato S.A.L. non esiste, nel senso che la situazione “sul campo” è drammaticamente ferma dicasi immobile (il che in realtà significa degradata) da diversi mesi. Da inizio anno infatti l’attività è bloccata causa l’insorgere di una difficilissima situazione economica/finanziaria della capofila aggiudicataria dell’Opera, la friulana Rizzani De Eccher, con conseguenti riflessi immediati sulla mandante Sacaim, e in cascata su tutte le altre ditte coinvolte (il che vuol dire, non scordiamolo, anche diverse centinaia di posti di lavoro in ballo). Ditte che da tempo ormai hanno provveduto ad abbandonare completamente con le loro armi, bagagli uomini ed attrezzature, il terreno di attività, con gravi conseguenze sui tempi programmati per il realizzo dell’opera stessa (progettata per entrare in funzione prima dell’apertura delle Olimpiadi invernali Milano-Cortina, con “messa a terra” – come si usa dire oggi – iniziata ufficialmente l’11 dicembre 2023, poi aggiornata causa problemi non previsti con data di “rilascio ed operatività effettiva” ai primi mesi del 2027, data comunicata personalmente dal ministro del MIT-Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini durante il sopraluogo del 16 ottobre 2025).

Intanto i danni prodotti diretti ed indiretti si riversano anche, e in particolare, sulle popolazioni locali delle frazioni di Dese e Tessera, che si trovano a dover fare i conti con l’assoluta incertezza di prospettive, con una mobilità forzatamente distorta e rivoluzionata (in peggio), e con un contesto ambientale (molto) degradato fino a diventare anche (molto) pericoloso sotto vari aspetti (igiene, completo abbandono, etc). Tra le iniziative assunte ai diversi livelli istituzionali e politici per cercare di chiarire e se possibile di far avanzare la situazione, una Interrogazione parlamentare (interrogazione a risposta scritta n. 4-07418 del deputato padovano Enrico Cappelletti), presentata nella seduta n. 635 del 27 marzo u.s., è fino ad oggi rimasta a languire nei cassetti parlamentari senza presa in considerazione e senza risposta alcuna.
Qualche mese fa è entrato in gioco, per tentare di superare il drammatico stallo ed offrire una ipotesi di soluzione al problema sorto con la crisi della Rizzani De Eccher, anche il colosso mondiale WEBUILD, tuttavia non risultano finora raggiunti traguardi definitivi né parziali nè tanto meno sostanziali del problema in essere.

Intanto i danni prodotti diretti ed indiretti si riversano anche, e in particolare, sulle popolazioni locali delle frazioni di Dese e Tessera, che si trovano a dover fare i conti con l’assoluta incertezza di prospettive, con una mobilità forzatamente distorta e rivoluzionata (in peggio), e con un contesto ambientale (molto) degradato fino a diventare anche (molto) pericoloso sotto vari aspetti (igiene, completo abbandono, etc). Tra le iniziative assunte ai diversi livelli istituzionali e politici per cercare di chiarire e se possibile di far avanzare la situazione, una Interrogazione parlamentare (interrogazione a risposta scritta n. 4-07418 del deputato padovano Enrico Cappelletti), presentata nella seduta n. 635 del 27 marzo u.s., è fino ad oggi rimasta a languire nei cassetti parlamentari senza presa in considerazione e senza risposta alcuna.
Qualche mese fa è entrato in gioco, per tentare di superare il drammatico stallo ed offrire una ipotesi di soluzione al problema sorto con la crisi della Rizzani De Eccher, anche il colosso mondiale WEBUILD, tuttavia non risultano finora raggiunti traguardi definitivi né parziali nè tanto meno sostanziali del problema in essere.

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