CFO, un ruolo in evoluzione
Cosa è emerso durante l’evento con Gi HR Services e Crowe Bompani il 16 aprile scorso
Flavio Paradiso
Consigliere ALDAI-Federmanager
L'evoluzione del ruolo del CFO non è più una tendenza, ma una realtà già pienamente in atto. Nelle organizzazioni contemporanee, la funzione Finance è chiamata a superare definitivamente i confini tradizionali della contabilità e del controllo per diventare un vero abilitatore delle decisioni strategiche.
È in questa prospettiva che si è sviluppato il confronto promosso da ALDAI-Federmanager lo scorso 16 aprile, dedicato proprio al tema Il ruolo del CFO nelle moderne organizzazioni. Un momento di dialogo concreto tra esperienze diverse – aziendali, consulenziali e accademiche – che ha restituito una visione articolata, ma sorprendentemente coerente, del trend in corso.
Una funzione sempre più centrale nella complessità
Giovanni Pagnacco, Presidente ALDAI-Federmanager, in apertura ha richiamato il ruolo crescente della classe manageriale nel governare scenari caratterizzati da instabilità, discontinuità e crescente complessità. In questo contesto, la funzione Finance si conferma uno dei principali punti di sintesi tra strategia, operatività e sostenibilità delle decisioni.
Il CFO non è più soltanto il garante dei numeri, ma una figura chiamata a interpretare i fenomeni, anticipare i rischi e contribuire in modo attivo alla costruzione delle scelte aziendali.
Dal dato alla decisione: qualità, lettura e consapevolezza
Uno dei fili conduttori emersi con forza nel panel riguarda il ruolo del dato.
Come evidenziato da Marcello Belmonte (Gi HR Services), la disponibilità di informazioni non rappresenta più un vantaggio competitivo in sé. Il vero valore nasce dalla capacità di leggere i dati in chiave decisionale, andando oltre la semplice rappresentazione contabile. In questo senso, anche attività tradizionalmente considerate “operative”, come l’outsourcing amministrativo o la gestione del payroll, possono diventare leve strategiche se orientate a supportare il CFO nella comprensione dei fenomeni e nella gestione dei rischi, inclusi quelli reputazionali.
Su questo punto si innesta una riflessione più ampia: il dato, da solo, non basta più. Serve contesto, serve interpretazione, serve capacità di collegare numeri e scelte.
Il CFO come figura “situazionale”
Un secondo elemento chiave riguarda la natura sempre più “situazionale” del ruolo.
Gabriele Pala (Crowe Bompani) ha sottolineato come non esista un CFO ideale valido in tutti i contesti: ogni fase aziendale – crescita, trasformazione, M&A, ristrutturazione – richiede competenze e approcci differenti. Da qui la crescente diffusione di modelli flessibili, come il Fractional o Interim CFO, che consentono di affiancare l’organizzazione con competenze mirate nei momenti critici.
Il punto centrale non è quindi “avere un CFO”, ma avere il CFO giusto nel momento giusto, capace di coniugare solidità dei numeri e capacità di lettura prospettica.
Strategia prima della tecnologia
Il tema dell’innovazione e del digitale è stato affrontato con un approccio particolarmente lucido.
La professoressa Laura Grassi (Politecnico di Milano) ha evidenziato come il rischio oggi non sia la mancanza di tecnologia, ma il suo utilizzo non consapevole. Concetti come intelligenza artificiale, digital twin o fintech rischiano di rimanere slogan se non sono guidati da una chiara definizione degli obiettivi.
Il punto di partenza, ancora una volta, è la strategia: senza una direzione chiara, anche la più avanzata tecnologia rischia di produrre modelli inefficaci o, peggio, fuorvianti.
In questa prospettiva, il CFO è chiamato a integrare tre dimensioni: lettura dei numeri, visione strategica e capacità di interpretare il futuro.
Tra controllo e business: l’equilibrio del CFO moderno
Dal punto di vista delle imprese, il cambiamento del ruolo è stato descritto in modo efficace da Fabrizio Ceriotti (ANDAF Lombardia).
Negli ultimi dieci anni, il CFO ha progressivamente abbandonato la dimensione di “custode dei numeri” per assumere un ruolo di partner del management, chiamato a supportare decisioni sempre più rapide e complesse. Tuttavia, questa evoluzione non elimina la necessità di presidiare la qualità del dato. Al contrario, la rafforza: la credibilità del CFO continua a fondarsi sulla solidità delle informazioni, ma si estende alla capacità di utilizzarle in chiave prospettica.
L’equilibrio tra controllo e supporto al business diventa quindi una competenza centrale, da gestire – come è stato efficacemente osservato – “da funamboli”.
Persone, processi e credibilità: le vere leve del ruolo
Accanto ai temi tecnici, il confronto ha fatto emergere con chiarezza anche le dimensioni più “soft” del ruolo.
- collaborazione interna: il CFO deve dialogare sempre più con le altre funzioni, in particolare HR e Operations, superando logiche “a silos”;
- conoscenza del business: comprendere prodotti, mercati e dinamiche operative è condizione indispensabile per interpretare correttamente i numeri;
- credibilità e trasparenza: fondamentali nei rapporti con stakeholder finanziari, banche e investitori;
- network di valore: leva sempre più rilevante per affrontare fasi complesse e accedere a competenze e opportunità.
In questo quadro, emerge con forza una trasformazione culturale: il CFO non è più un ruolo “di retrovia”, ma una figura esposta, chiamata a prendere posizione, assumersi responsabilità e contribuire attivamente alla guida dell’impresa.
Uno sguardo al futuro
In chiusura del confronto, è emersa una visione condivisa: il CFO del futuro sarà sempre meno legato alla dimensione puramente amministrativa e sempre più orientato alla finanza in senso ampio, intesa come capacità di leggere il rischio – anche in chiave positiva – e di supportare le scelte strategiche.
Una figura, quindi, che integra competenze tecniche, visione e leadership, e che si colloca naturalmente al fianco dell’Amministratore Delegato come partner nella costruzione del futuro aziendale.
Un invito alla comunità manageriale
A conclusione dei lavori, è stato rivolto un invito alla comunità
ALDAI-Federmanager a proseguire il confronto sui grandi temi che stanno ridefinendo il ruolo del management.
In particolare, l’attenzione si sposta ora su un ambito che attraversa trasversalmente tutte le funzioni aziendali: l’energia, che si è imposta come una delle variabili più critiche e strategiche per la competitività delle imprese e la stabilità del sistema economico.
A questo tema sarà dedicata l’Assemblea Annuale ALDAI-
Federmanager che si terrà mercoledì 10 giugno presso l’Auditorium Testori di Palazzo Lombardia. (Per partecipare www.aldai.it)
Un appuntamento che si inserisce in continuità con il percorso di riflessione avviato e che rappresenta un’ulteriore occasione per approfondire, con uno sguardo sistemico, le sfide che attendono la classe dirigente nei prossimi anni.
01 giugno 2026
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