IMPatto giovani

I giovani di tredici associazioni di Imprenditori, Manager e Professionisti uniscono le forze e realizzano una indagine sulle iniziative prioritarie per la ripartenza.

Renato Fontana 

Coordinatore Gruppo Giovani Federmanager
Imprenditori Manager e Professionisti assieme attorno al tavolo di IMPAtto Giovani che raggruppa 13 associazioni datoriali, sindacali e professionali di giovani. Tra queste associazioni il ruolo di Federmanager Giovani è stato quello di innesco e propulsore di questo Patto tra Giovani. Il tutto nasce durante il primo lockdown quando il nostro Gruppo Giovani si è subito reso conto che la crisi pandemica e, soprattutto, quella economica derivante non sarebbero state come tutte le altre, ma avrebbero inciso profondamente il Paese e le sue risorse. Per far fronte a questa situazione è stato subito chiaro che era necessario unire le forze ed assieme essere forza di spinta e di rinascita del sistema Italia attorno a nuovi paradigmi e schemi. 

Il 2021 nella percezione di giovani Imprenditori, Professionisti e Manager

La prima cosa che abbiamo voluto fare era capire quale fosse lo stato d’animo dei nostri oltre centomila associati e quali fossero i driver da seguire per far ripartire meglio di prima la nostra economia. Pertanto, grazie alla collaborazione di 4.Manager, è stato realizzato Focus 2021 “Il 2021 nella percezione di giovani Imprenditori, Professionisti e Manager”, ovvero una survey che andasse proprio a scandagliare il pensiero di quella che rappresenta una fetta importante del nostro PIL gestito dai Giovani. I questionari pervenuti con metodologia CAWI sono 2.230 con una età media dei rispondenti di 38 anni, per 2/3 uomini, dislocati per il 48,9 nella piccola e media impresa. Dalla Survey è emersa una percezione negativa sul futuro del Paese sia a breve (71%) che a tre anni (51,4%) evidenziando tra le principali problematiche del Paese l’impreparazione della classe politica, la burocrazia e l’instabilità/conflittualità politica

Le aree di intervento per ripartire

Da queste premesse non poteva non scaturire che le principali aree di intervento devono essere la riduzione della fiscalità, della burocrazia e la necessità di istruzione e formazione. In particolare la Pubblica Amministrazione (che con l’associazione dei dirigenti pubblici partecipa al Tavolo) deve sburocratizzarsi, velocizzarsi nei tempi di risposta e ridurre la frammentazione normativa. 

I fondi di Next Generation UE dovrebbero essere usati per ridurre il costo del lavoro (oltre il 50% dei questionari) e per ammodernare il Paese con Industry 4.0, infrastrutture per la mobilità e investimenti per la sostenibilità e l’efficienza energetica. Al pessimismo sulla situazione del Paese fa da contraltare una forte positività sulle proprie aspettative dei singoli nel breve (71,6%) e nel triennio (52,4%). Tre le principali difficoltà che l’impresa affronta ogni giorno abbiamo la difficoltà ad investire, la bassa spinta all’innovazione e la scarsa digitalizzazione e l’insufficiente managerialità delle imprese; tuttavia, il 46,7% del campione si dice pronto a voler investire in Italia già a partire dal 2021 e chiede importanti risorse per poter proseguire sulla transizione 4.0. 

C’è la volontà da parte delle imprese di assumere personale e lavoratori sin da subito, ma al contempo c’è una forte richiesta di decontribuzione per giovani e donne tutti, però, qualificati perché altra necessità avvertita è quella di alzare il livello formativo dell’imprese, di innovazione tecnologica e digitalizzazione. Molto positive sono anche le aspettative professionali personali dei singoli sia nel breve (74,4%) che nel triennio (81,1%) e queste passano per una forte motivazione personale e per l’alleanza tra imprenditori, manager e professionisti oltre che alla, non scontata, risoluzione della pandemia. Infatti, ognuno degli intervistati ha posto un forte accento su se stesso sulle sue capacità come primo elemento per fare bene in futuro, e sull’associazionismo come momento di scambio di esperienze, di crescita professionale e nuove opportunità etc. 

In sintesi

Si può dire che dalla Survey emerge un generale pessimismo sulla situazione del Paese Italia controbilanciata da una forte motivazione e convinzione sui propri mezzi ed abilità sia a livello di impresa che dei singoli attori, mezzi che vanno però rinforzati con formazione, managerialità e forti investimenti sulla digitalizzazione. Per fare questo gli intervistati fanno molto affidamento sull’associazionismo come momento di crescita globale del singolo e dell’impresa. 

Le associazioni dell’IMPatto Giovani uniscono le forze

Quest’ultimo passaggio conferma che "IMPatto Giovani" è più di una felice intuizione del Gruppo Giovani di Federmanager e dei Giovani di Confindustria e, difatti, è stato già il precursore di quello poi avvenuto con il cambio di Governo e l’entrata in scena del Presidente Mario Draghi sostenuto da una ampia maggioranza politica forse non scontata fino a qualche mese prima, ma con la volontà di unire le forze. Questo è il primo solco di IMPatto Giovani che ora trarrà dalla survey Focus 2021 le linee guida della sua azione e, se il buongiorno si vede dal mattino, ci sarà da divertirsi, pardon da lavorare, tutti assieme con l’entusiasmo che abbiamo già mostrato per indicare al Paese delle nuove strade da percorrere. 

Fanno parte di IMPatto Giovani:
  • AIGA, Associazioni Giovani Avvocati
  • AIOP Giovani, Associazione Italiana Ospedalità Privata Giovani
  • Associazione Classi Dirigenti della PA
  • Confartigianato Giovani Imprenditori
  • Giovani Ance, Associazione Nazionale Costruttori Edili
  • Giovani di Confagricoltura
  • Giovani Imprenditori di Confindustria
  • Giovani Imprenditori di Federalimentari
  • Giovani Imprenditori di Sistema Moda Italia
  • Gruppo Giovani FederlegnoArredo
  • Gruppo Giovani Imprenditori di Confapi
  • Gruppo Giovani Federmanager
  • Unione Giovani Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili
I risultati della rilevazione sono stati analizzati in un rapporto finale, curato dall’Osservatorio 4.Manager, presentato nell'incontro "Impatto giovani: fiducia nella ripresa ma serve spendere bene i fondi europei" dello scorso 15 marzo.


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