Primo trimestre 2025: produzione in miglioramento. Labor hoarding in più di una impresa su tre

Sulla base dei giudizi delle grandi imprese industriali espressi per il mese di marzo, la produzione industriale è cresciuta nel primo trimestre 2025. Più di un terzo dei rispondenti (34,7%) dichiara che sta trattenendo forza lavoro anche in presenza di un calo della produzione (solo il 16,3% l’ha ridotta). Di questi, il 34,8% trattiene forza lavoro a causa delle difficoltà e dei costi elevati nel reperire nuovo personale qualificato; il 27,4% sta assumendo per far fronte alla trasformazione dei processi produttivi mentre il 37,8% sta ricorrendo alla cassa integrazione o alla riduzione temporanea delle ore lavorate

A cura del Centro Studi Confindustria Indagine rapida sull'attività delle grandi imprese industriali - Primo trimestre 2025: produzione in miglioramento. Labor hoarding in più di una impresa su tre
  • Nel primo trimestre del 2025 le grandi imprese associate a Confindustria mostrano un maggiore ottimismo rispetto all'ultimo quarto dello scorso anno. Secondo i risultati dell'indagine rapida sulla produzione industriale dei primi tre mesi dell'anno, il 53,0% degli intervistati prevede una produzione stabile, il 32,4% si aspetta un aumento e il 14,6% una contrazione. Questo dato segna un miglioramento rispetto al quarto trimestre del 2024, quando la quota di chi prevedeva un aumento si fermava al 26,9%, mentre chi prevedeva una diminuzione era il 28,4% (Grafico 1).

  • Gli industriali continuano a considerare la domanda e gli ordini come i principali fattori di sostegno alla produzione, con un saldo positivo in crescita: a marzo, ha raggiunto il 6,1%, rispetto al 2,5% registrato a febbraio.
  • Le previsioni sulla disponibilità di manodopera mostrano un lieve miglioramento, pur restando in territorio negativo con un saldo al -0,1%.
  • Al contrario, i costi di produzione continuano a peggiorare per il secondo mese consecutivo, passando da -3,0% a gennaio a -5,7% a febbraio e raggiungendo -8,1% a marzo.
  • Anche le attese sulle condizioni finanziarie, pur restando positive, peggiorano: dopo aver toccato un picco del 7,2% il mese scorso, il saldo scende al 2,1% a marzo.
  • Per quanto riguarda la disponibilità di materiali, il saldo resta negativo, ma con un leggero miglioramento (-3,2% rispetto al -3,9% precedente).
  • Più incoraggianti, invece, i giudizi sulla disponibilità di impianti, che si mantengono positivi e mostrano un incremento da 0,8% a 3,2%.
  • Nel questionario di marzo è stato chiesto agli industriali come si collocano rispetto al fenomeno del labor hoarding, ossia la tendenza delle aziende a trattenere la forza lavoro anche in presenza di un calo della produzione. Dai risultati emerge che il labor hoarding coinvolge più di un terzo dei rispondenti (34,7%). Vi è invece un 16,3% del campione che, a fronte di cali della produzione, dichiara di aver ridotto l'occupazione. Per la restante metà dei rispondenti il fenomeno non è invece rilevante perché le loro imprese non stanno affrontando un rallentamento dell’attività produttiva. Tra coloro che hanno scelto di trattenere la forza lavoro, il 37,8% sta gestendo la situazione attraverso la cassa integrazione o la riduzione temporanea delle ore lavorate. Un altro 34,8% ha deciso di mantenere le competenze già presenti in azienda, consapevole delle difficoltà e dei costi elevati nel reperire nuovo personale qualificato. Il 27,4% sta assumendo nuovo personale con competenze adeguate per far fronte alla trasformazione dei processi produttivi, come nuovi prodotti o tecnologie.

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