La Classe Compiaciuta

Come abbiamo smesso di innovare e perché ce ne pentiremo. Viviamo nell’era del cambiamento che ha generato un livello di prosperità inimmaginabile per le precedenti generazioni. I nostri nonni neanche si sognavano il benessere creato dal loro lavoro e dall’impegno dei loro figli per un mondo migliore. Solo guardando indietro di cento anni possiamo renderci conto del progresso raggiunto, che potremmo perdere velocemente se non continuassimo ad innovare e generare valore.

Franco Del Vecchio 

Segretario CIDA Lombardia – franco.del.vecchio@tin.it
Recensione del libro di Tyler Cowen
Edizioni Luiss University Press 2018  
Disponibile on-line e nelle migliori librerie
Pagine 251 - 22,00 €

Nonostante stiamo vivendo l’era dei cambiamenti continui, la società non ha assunto atteggiamenti favorevoli nei confronti dell’innovazione. Dobbiamo anzi constatare che prevale la pigrizia e l’inconscia resistenza al cambiamento, come se il benessere potesse essere salvaguardato dallo status quo.
È proprio dalle scelte conservative che derivano risultati recessivi, figli che vivono peggio dei genitori, aumento della povertà, etc. E il “tirare a campare” non è un fenomeno solo italiano, ma globale con paesi più o meno affetti dal compiacimento.
Tyler Cowen, autore del libro, è professore di economia alla George Mason University dove dirige uno dei più importanti think tank degli Stati Uniti ed è considerato fra gli economisti più influenti al mondo. 
Secondo l’autore, ci siamo talmente abituati a vivere nel comfort da non renderci conto che la condizione di benessere potrebbe non durare. Cowen osserva e descrive la nascita di una classe compiaciuta e adagiata, che vive all’interno della bolla della consumer satisfaction, che difende privilegi indebitandosi piuttosto che investire nel futuro. Disabituati ad affrontare gli imprevisti e le dure realtà, rischiamo di vederci all’improvviso tolta la poltrona sulla quale siamo comodamente adagiati. Un libro che fa riflettere.

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