Contratto Dirigenti Industria 2018

Il Contratto Nazionale di Lavoro dei dirigenti industria costituisce l’impegno fra le rappresentanze dei dirigenti e quelle datoriali sulla regolamentazione e gestione del rapporto di lavoro. Un documento Confindustria-Federmanager di 63 pagine riassunto di seguito per evidenziare gli aspetti essenziali, facilitare la consultazione e valutare aree di miglioramento da proporre alla Commissione Sindacale.

Agostino D'Arco

Direttore ALDAI dal 1982 al 2005 - Consigliere ALDAI

Il dirigente è un prestatore di lavoro subordinato, sebbene gli sia attribuito un ruolo e un grado di professionalità elevato, con possibilità di esercitare in modo molto autonomo i poteri decisionali, per raggiungere le finalità dell’impresa. Assieme a quadri, impiegati e operai, i dirigenti sono una delle quattro categorie di lavoratori indicati dal codice civile, art. 2094.
Il Contratto Nazionale Confindustria- Federmanager in scadenza a fine anno costituisce il riferimento di decine di migliaia di dirigenti e di aziende produttrici di beni e servizi. In tempo di rinnovo merita evidenziare gli aspetti rilevanti dell’accordo per valutarne i possibili miglioramenti, per rispondere al contesto lavorativo in continuo cambiamento e allo sviluppo di una concreta collaborazione fra impresa e i suoi dirigenti che costituiscono parte considerevole del capitale umano e intangibile.
Se i top manager definiscono accordi specifici con le imprese, il contratto dei dirigenti costituisce un riferimento per la stragrande maggioranza di colleghi; per intenderci quelli con reddito medio di poco superiore a centomila euro, moltissimi con meno di cinquemila euro netti mensili.

Ruolo

Il contratto Confindustria-Federmanager consolida un modello di relazioni industriali rispondente alla specificità della figura dirigenziale, sottolineando la valenza strategica del ruolo manageriale quale fattore di accrescimento competitivo nonché di crescita attenta ai valori dell’etica e della responsabilità sociale dell’impresa. Oltre alle competenze, esperienze ed abilità, i dirigenti sono chiamati ad assumere crescenti responsabilità civili e penali dell’impresa con un coinvolgimento personale e familiare oltre che professionale, come riportano le cronache recenti. Il dirigente non è più soltanto l’alter ego dell’imprenditore, legale rappresentante, ma assume un crescente ruolo proattivo e propositivo per lo sviluppo dell’impresa e della sua organizzazione, per conseguire competitività ed efficacia nel contesto globale. Il dirigente è per le grandi come per le piccole imprese “motore di cambiamento e sviluppo”.

Assunzione

L’assunzione o la promozione a dirigente debbono essere formalizzate con indicazione delle funzioni attribuite,
del trattamento economico e delle eventuali condizioni di miglior favore rispetto alle condizioni del contratto. Il periodo di prova per i dirigenti di nuova assunzione potrà essere concordato in forma scritta fra le parti e non potrà essere superiore a sei mesi.

Trattamento economico

Il contratto definisce il “trattamento minimo complessivo di garanzia (TMCG)” in 66mila euro lordi al quale si aggiungono i superminimi e/o sovraminimi e/o assegni ad personam erogati in 13 mensilità.
In aggiunta alla retribuzione fissa garantita le aziende “dovranno” (così indica il contratto), adottare sistemi di retribuzione variabile collegati ad indici o risultati. Di questi e di altri sistemi di retribuzione per obiettivi, applicati di norma annualmente, le aziende informeranno i dirigenti e le relative rappresentanze circa i criteri e le modalità di attuazione.
Non sono previsti dal contratto dirigenti industria aumenti automatici di anzianità o adeguamenti al costo della vita. In via transitoria, l’istituto degli scatti biennali è rimasto in vita soltanto per i dirigenti in servizio alla data del 24 novembre 2004 e per un massimo di dieci scatti. In assenza di regole contrattuali gli aggiornamenti del trattamento economico sono riservati all'impresa.
Merita osservare che il decennale periodo di crisi ha influito negativamente sul potere di acquisto dei dirigenti. Alla categoria, fortemente impegnata ad uscire dalla crisi, non è corrisposto un riconoscimento economico e tantomeno d’immagine per il contributo dato nel difendere la competitività, sacrificando anche molti posti di lavoro, e conseguire, nonostante tutto, i livelli produttivi del secondo Paese manifatturiero europeo dopo la Germania. 
Inoltre il sistema di tassazione e contributi previdenziali in Italia indica che, a parità di costo aziendale, al dirigente italiano è corrisposto il 40% netto, contro il 60% in Germania. A parità di costo aziendale il manager tedesco riceve uno stipendio netto 50% superiore a quello dell’italiano, secondo la ricerca HayGroup realizzata alcuni anni fa. Una differenza aumentata purtroppo in questi anni dalla diversa crescita di salari che rende il nostro Paese meno competitivo, a causa del peso fiscale e previdenziale, e meno attrattivo per le imprese e per i manager a causa delle crescenti differenze retributive. Molti dirigenti italiani spinti da crisi e migliori prospettive hanno deciso di trasferirsi all'estero e il 9% dei lettori di Dirigenti Industria digitale è localizzato all'estero, che costituisce il terzo territorio dei nostri lettori www.dirigentindustria.it dopo la Lombardia e il Lazio.

Svolgimento del rapporto

  • FORMAZIONE
    La formazione, l’aggiornamento culturale e professionale dei dirigenti sono finanziati da Fondirigenti, l’ente paritetico Confindustria-Federmanager, alimentato dai contributi obbligatori delle imprese versati all’Inps a favore dell’ente nella misura dello 0,3% della retribuzione dei dirigenti.
  • FERIE
    Ai dirigenti spettano 35 giorni di ferie l’anno senza considerare per il calcolo le domeniche ed i giorni festivi.
  • TRASFERTE
    Al dirigente in trasferta sarà riconosciuto un importo giornaliero per spese non documentabili pari ad 85 euro, oltre al rimborso delle spese documentate di viaggio, vitto ed alloggio, nei limiti della normalità.
  • TRATTAMENTO DI MALATTIA E DI MATERNITÀ
    Al dirigente l’azienda conserverà il posto per un periodo di 12 mesi, in caso di malattia o infortunio non dipendente da causa di servizio, durante i quali gli corrisponderà l’intera retribuzione. Nel caso di interruzione del servizio per invalidità temporanea causata da infortunio avvenuto sul lavoro, l’azienda conserverà al dirigente il posto e gli corrisponderà l’intera retribuzione, integrando quanto erogato dall'Inail a titolo di indennità per inabilità temporanea assoluta, fino ad accertata guarigione o fino a quando sia accertata una invalidità permanente totale o parziale. Uguale trattamento verrà applicato nei confronti del dirigente in caso di invalidità temporanea causata da malattia professionale. In ogni caso il periodo di corresponsione della retribuzione non potrà superare due anni e sei mesi dal giorno in cui è sorta la malattia o si è verificato l’infortunio. L’azienda inoltre stipula, nell'interesse del dirigente, una polizza che assicuri, in caso di infortunio, anche non in occasione di lavoro e in caso di malattia professionale: 6 annualità in caso di invalidità permanente che ne pregiudichi di 2/3 la capacità lavorativa, importi proporzionali al capitale assicurato in funzione della percentuale di invalidità nei casi inferiori ai 2/3 e, in alternativa, 5 annualità in caso di decesso.
  • TRASFERIMENTO DI PROPRIETÀ DELL'AZIENDA
    In caso di trasferimento di proprietà dell’azienda, ivi compresi i casi di concentrazioni, fusioni, scorpori, non possono essere pregiudicati i diritti acquisiti dal dirigente. Qualora il dirigente non intenda continuare il proprio rapporto potrà procedere, entro 180 giorni, alla risoluzione del rapporto senza obbligo di preavviso e con riconoscimento, oltre al trattamento di fine rapporto, ad un trattamento pari ad 1/3 dell’indennità sostitutiva del preavviso nel caso di licenziamento.
  • TRASFERIMENTO DEL DIRIGENTE
    Il dirigente di età inferiore a 55 anni, o 50 anni se donna, può essere trasferito ad altra sede di lavoro per comprovate ragioni tecniche, organizzative e produttive dell’azienda. Al dirigente trasferito sarà corrisposto il rimborso delle relative spese per sé e la famiglia, nonché l’eventuale maggior spesa per l’alloggio per un periodo non inferiore a due anni, oltre ad una indennità una tantum pari a 2 mensilità e mezzo di retribuzione, che diventano 3 mensilità e mezzo per il dirigente con carichi di famiglia.
  • RESPONSABILITÀ CIVILE E/O PENALE CONNESSA ALLA PRESTAZIONE
    Ogni responsabilità civile verso terzi per fatti commessi dal dirigente nell'esercizio delle proprie funzioni è a carico dell’azienda. Le responsabilità penali dell’azienda non possono essere a carico della stessa e per legge ricadono sul personale responsabile.
  • MUTAMENTO DI POSIZIONE
    A seguito di mutamento dell’attività il dirigente che risolva il rapporto di lavoro entro 60 giorni avrà diritto ad un trattamento pari all'indennità sostitutiva del preavviso spettante in caso di licenziamento, oltre al trattamento di fine rapporto.
  • PREVIDENZA
    Come per tutti i lavoratori subordinati, l’azienda versa all'ente di previdenza Inps i contributi di legge in vigore. Costituiscono parte integrante del contratto gli accordi Confindustria-Federmanager, gli interventi integrativi del trattamento pensionistico di categoria e l’assistenza integrativa di malattia gestiti rispettivamente dagli enti paritetici: Previndai e Fasi. Tali enti erogano servizi a favore dei dirigenti alimentati da contributi delle aziende e degli stessi dirigenti, secondo gli accordi periodicamente rinnovati fra le parti per assicurarne la sostenibilità.

Tutele sindacali del rapporto

  • INFORMAZIONE E CONSULTAZIONE DEI DIRIGENTI
    I dirigenti aderenti a Federmanager possono istituire Rappresentanze Sindacali nelle Aziende (RSA), che potranno esaminare in prima istanza le questioni inerenti l’applicazione delle clausole contrattuali e il riconoscimento della qualifica di dirigente. Le imprese e le RSA si incontreranno, almeno due volte l’anno, per discutere sull'andamento recente e quello prevedibile dell’attività dell’impresa, nonché la sua situazione economica con riferimento ai più significativi indicatori di bilancio ed alle politiche degli investimenti. Nella stessa occasione formeranno oggetto di informazione le politiche sulla dirigenza con particolare riferimento ai criteri ed alle modalità attuative delle politiche retributive e ai sistemi di retribuzione variabile. Saranno altresì oggetto di informazione le decisioni dell’impresa che possano comportare sostanziali modifiche dell’organizzazione del lavoro anche se non direttamente incidenti sulle funzioni della dirigenza.
  • COLLEGIO ARBITRALE
    È istituito, a cura delle organizzazioni territoriali Confindustria e Federmanager, un Collegio arbitrale cui è demandato il compito di pronunciarsi sui ricorsi che gli siano sottoposti.

Risoluzione del rapporto di lavoro

  • PREAVVISO
    Il contratto a tempo indeterminato non potrà essere risolto dal datore di lavoro senza preavviso i cui termini sono stabiliti in funzione degli anni di anzianità:
    - 6 mesi per i dirigenti fino a sei anni di anzianità aziendale;
    - 8 mesi fino a dieci anni;
    - 10 mesi fino a quindici;
    - 12 mesi di preavviso per un numero maggiore di anni.
    Il dirigente dimissionario deve dare al datore di lavoro un preavviso pari ad 1/3 di quelli indicati per l’azienda. È in facoltà del dirigente che riceve la disdetta di troncare il rapporto, sia all'inizio, sia durante il preavviso, senza che da ciò gli derivi alcun obbligo di indennizzo per il periodo di preavviso non compiuto.
  • TRATTAMENTO DI FINE RAPPORTO
    Alla risoluzione del rapporto, spetterà al dirigente, a parte quanto previsto dal preavviso, un trattamento di fine rapporto in base alla legge in vigore, calcolato sullo stipendio e tutti gli elementi costitutivi della retribuzione aventi carattere continuativo, ivi compresi le provvigioni, i premi di produzione ed ogni altro compenso ed indennità anche se non di ammontare fisso.
  • RISOLUZIONE DEL RAPPORTO
    In caso di licenziamento riconosciuto ingiustificato, gli importi dovuti in aggiunta al preavviso sono stabiliti in funzione dell’anzianità aziendale, cioè gli anni del dipendente presso la stessa impresa:
    - 2 mensilità fino a due anni di anzianità aziendale;
    - da 4 a 8 mensilità oltre a due e sino a sei anni di anzianità aziendale;
    - da 8 a 12 mensilità oltre i sei e sino a dieci anni di anzianità aziendale;
    - da 12 a 18 mensilità oltre i dieci e sino a quindici anni di anzianità aziendale;
    - da 18 a 24 mensilità oltre quindici anni di anzianità aziendale.
    La disciplina dei licenziamenti individuali non è applicabile a quelli collettivi regolamentati per i lavoratori subordinati dalla legge 30 ottobre 2014 n. 161.
    Il dirigente che proceda alla risoluzione del rapporto entro 60 giorni dalla comunicazione di trasferimento, ha diritto, oltre al trattamento di fine rapporto, ad un trattamento pari all'indennità sostitutiva del preavviso spettante in caso di licenziamento e ad una indennità supplementare al trattamento di fine rapporto pari ad 1/3 del corrispettivo del preavviso individuale maturato.
    Per i casi di licenziamento non per giusta causa o di morte entro cinque anni dalla data di trasferimento, l’azienda dovrà rimborsare le spese relative al rientro del dirigente e/o della sua famiglia alla sede originaria.
  • SERVIZI A FAVORE DEI DIRIGENTI LICENZIATI
    A favore dei dirigenti licenziati che non abbiano maturato il diritto ad una prestazione pensionistica sono offerti per un periodo non superiore a 12 mesi i servizi di welfare: copertura sanitaria Fasi e integrativa Assidai; copertura assicurativa per morte o invalidità permanente, oltre i 2/3, per una somma non superiore a 100.000 euro; iniziative di politiche attive, nonché di orientamento, formazione e placement anche in coerenza con le modifiche legislative che dovessero intervenire in materia, da sostenere in una logica di premialità “a risultato”.
Archivio storico dei numeri di DIRIGENTI INDUSTRIA in pdf da scaricare, a partire da Gennaio 2013.

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