Il fascino sempre attuale del genere distopico

La cultura contemporanea è un labirinto di distopie

 

Daniela Savini

Componente del Gruppo Cultura ALDAI-Federmanager

Perché classici del genere distopico come 1984, Fahrenheit 451 o Il racconto dell’ancella tornano spesso in classifica o, più in generale, per quale motivo questo genere continua ad affascinare un pubblico sempre più vasto ed eterogeneo? 

Una prima spiegazione potrebbe risiedere nel fatto che in tempi di incertezza e crisi globale, quando la realtà diventa più complessa, i lettori vanno alla ricerca di mondi futuri oscuri e governi oppressivi, specchi deformanti del nostro presente, capaci di ampliare paure, ma anche di spingere a porsi domande e a mettere in guardia il lettore affinché il passato e il presente non si trasformino in un futuro da incubo.

La cultura contemporanea è, quindi, un labirinto di distopie, che hanno cominciato a materializzarsi con grande successo attraverso sempre più nuovi mezzi di comunicazione, diversi dalla narrazione letteraria, quali le produzioni cinematografiche, le serie televisive, i fumetti, i manga, i videogiochi, gli album musicali e le opere teatrali. 

Le ragioni di tanto successo sono, inoltre, da ricercarsi nelle grandi trasformazioni avvenute per effetto dei processi di globalizzazione economica e di innovazione scientifico-tecnologica; si è registrata, di conseguenza, un’evoluzione nella narrativa distopica contemporanea che dà voce, accanto alla riflessione sui rischi sempre possibili di derive totalitarie, anche alle incertezze relative all’estinzione dello Stato e alla scomparsa della società a causa di catastrofi nucleari o ambientali.  

Si afferma, quindi, il filone post-apocalittico, dove solo pochi uomini sopravvivono a misteriose e spaventose catastrofi, che distruggono la maggior parte delle specie animali e vegetali, e dove i superstiti diventano violenti e selvaggi, animati solo dall’istinto di sopravvivenza. Vengono introdotte nuove tematiche ambientali legate alla crisi dell’Antropocene, all’insostenibilità del nostro stile di vita e al conseguente rischio di esaurimento delle risorse del pianeta, mentre gli immaginari distopici digitali si focalizzano sul ruolo crescente della tecnologia e dell’intelligenza artificiale. 

Nel nostro ciclo di incontri riprenderemo alcune delle opere più significative per analizzarle e per lasciarci sorprendere ancora volta dalla loro quasi brutale attualità. Nel primo incontro ascolteremo degli estratti da alcune opere che dipingono scenari distopici sotto differenti ma convergenti prospettive, per poi commentarli e introdurre il tema generale. 

La conferenza sarà introdotta dagli Equi.Voci Lettori con la lettura scenica "La distopia e noi. Una conversazione". Una seleziona di testi letterari per avvinarci al vasto mondo delle distopia.

SAVE THE DATE

L'incontro Il fascino sempre atuale del genere distopico si terrà
mercoledì 29 aprile alle ore 17 in Sala Viscontea Sergio Zeme.

Per partecipare è necessaria la registrazione su www.aldai.it 

Notizie della settimana

Archivio storico dei numeri di DIRIGENTI INDUSTRIA in pdf da scaricare, a partire da Gennaio 2013.