Un’Assemblea che guarda avanti
ALDAI e Manager protagonisti insieme lo scorso 10 giugno all’Auditorium Testori di Regione Lombardia: competenze, energia e industria al centro della crescita del Paese
Giovanni Pagnacco
Presidente ALDAI-Federmanager
Il tradizionale appuntamento di ALDAI-Federmanager è stato, ancora una volta, molto più di un adempimento statutario: una giornata intensa, vissuta con partecipazione autentica, nella quale ho avvertito con forza il senso profondo del nostro stare insieme; non come semplice somma di ruoli o appartenenze, ma come comunità di persone che condividono responsabilità, esperienza e una stessa idea di futuro.
Il tema scelto quest’anno, energia e industria, ha toccato un nodo cruciale del nostro tempo. Non abbiamo parlato solo di economia o di sistemi produttivi: sul tavolo i temi erano quelli legati al Paese e alla sua capacità di restare solido, competitivo, giusto. Abbiamo parlato del lavoro, delle competenze, delle persone, ribadendo che il manager non è un osservatore esterno del cambiamento, ma parte di coloro che ogni giorno lo rendono possibile, assumendosi il compito di guidarlo con equilibrio, rigore, competenza e responsabilità.
Sono riecheggiati con chiarezza anche i temi del Manifesto che, come Presidente ALDAI-Federmanager, ho voluto richiamare come essenziali: il rilancio dell’industria come priorità nazionale, la necessità di rafforzare una vera infrastruttura manageriale del Paese, il valore strategico della ricerca, delle competenze e del lavoro qualificato, il bisogno di una transizione energetica e digitale governata, senza lasciare indietro nessuno.
Si tratta di temi che non riguardano soltanto le imprese, ma anche e soprattutto la qualità della nostra convivenza civile, la tenuta sociale dei territori, la fiducia che sappiamo costruire attorno al futuro per noi e, in larga parte, anche per le prossime generazioni.
Allo stesso modo, l’intervento del Presidente Federale Valter Quercioli ha rafforzato questa visione, restituendoci con chiarezza il senso di una battaglia culturale e civile che oggi non possiamo eludere: rimettere l’industria, e con essa il lavoro di qualità, l’innovazione e la responsabilità sociale, al centro della crescita economica e democratica dell’Italia. Da più voci è emersa la stessa convinzione: non ci sarà sviluppo vero senza energia competitiva, investimenti nelle persone, un welfare capace di accompagnare le trasformazioni, senza regole stabili che restituiscano fiducia a chi lavora, investe, guida processi complessi.
Da parte mia, nel presentare la relazione, ho sentito il dovere di dare voce a questa consapevolezza. Non soltanto per fare il punto sulle attività svolte, ma per condividere una convinzione che sento profondamente: il management italiano può e deve essere una leva decisiva di coesione, modernizzazione e crescita. Quando parliamo di competenze, merito, responsabilità, sostenibilità, non stiamo evocando parole astratte. Stiamo parlando di donne e uomini che ogni giorno tengono insieme produttività e persone, innovazione e lavoro, competitività e responsabilità sociale.
Il convegno ha accolto ospiti di grande prestigio. La loro presenza non ha rappresentato solo motivo di orgoglio, ma ha testimoniato in modo concreto come noi e Federmanager stiamo dando il massimo per accreditarci sempre più come interlocutori autorevoli e attrattivi, non solo verso i nostri Soci, ma anche verso tutti i nostri stakeholder. Ma ciò che mi ha colpito più di tutto è stato, ancora una volta, il valore della partecipazione. Guardando l’Auditorium, ascoltando gli interventi, percependo l’attenzione e la vicinanza dei Soci, ho avuto la conferma che ALDAI-Federmanager è una comunità che si conferma viva e partecipe. E questa vitalità non è un fatto scontato: nasce dal desiderio di esserci, contribuire, sentirsi parte di un progetto collettivo che va oltre le singole esperienze professionali.
È anche per questo che l’Assemblea mi ha lasciato una sensazione forte, quasi intima: quella di un legame che si rinnova ogni volta che ci riconosciamo in valori comuni e in una responsabilità condivisa. In un tempo segnato da incertezze e fratture, il nostro compito non è soltanto interpretare il cambiamento, ma accompagnarlo con serietà, passione e spirito di servizio. Credo che questo sia il messaggio più autentico: abbiamo ancora molto da dare, come manager e come cittadini, se saremo capaci di restare uniti attorno a una visione alta del nostro ruolo.
Il 10 giugno ha confermato tutto questo. Che il futuro dell’industria, dell’energia e del lavoro passa anche, e forse prima di tutto, dalla qualità delle persone chiamate a guidare il cambiamento, che il contributo del management non è un tema di categoria, ma una risorsa per il Paese. È con questo spirito che siamo usciti dall’Assemblea: con più consapevolezza, responsabilità, ma anche con una rinnovata fiducia nella forza delle idee che abbiamo condiviso.
01 luglio 2026
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