Il lavoro deve essere al centro delle proposte sulla flessibilità pensionistica

CIDA ritiene che la decisione di anticipare il pensionamento non può essere penalizzata oltre un certo livello, così come sia opportuno bloccare la correlazione fra speranza di vita ed età pensionabile per la sostenibilità di lungo termine del sistema previdenziale.

Roma, 10 febbraio 2020. “Se si vuole nuovamente riformare il sistema pensionistico e renderlo più flessibile, occorre partire dal lavoro, in particolare per i giovani e le donne, poi migliorare e implementare tutti gli strumenti già in essere a sostegno della vita contributiva del lavoratore e, infine, evitare formule punitive per chi decide di anticipare il pensionamento”. Lo ha detto Mario Mantovani, presidente di CIDA, la Confederazione dei dirigenti e delle alte professionalità, al termine della riunione al ministero del Lavoro sulla flessibilità delle pensioni.

“Occorre grande prudenza quando si decide di modificare i sistemi previdenziali: la legge Fornero e Quota 100, con le dovute differenze, dimostrano che spesso gli effetti indesiderati sono superiori alle previsioni e si protraggono nel tempo. Per questo – ha detto Mantovani – nelle nostre proposte abbiamo ribadito la centralità del lavoro, e quindi della formazione, del rapporto con la scuola, degli stage, dei manager-tutor, la necessità di aumentare il reddito disponibile e, quindi, anche avere più contributi. Fatta questa premessa, non ci siamo sottratti al tema della flessibilità, che per CIDA è espressione della libera volontà del lavoratore. Bene quindi a tutti gli strumenti che rendano più agevole una scelta personale. Alcuni sono già presenti nel nostro sistema: l’Ape sociale, l’Ape aziendale e volontaria (che andrebbero ripristinate), la RITA. Altri possono essere inseriti, non in senso assistenziale, ma nella logica di fornire un adeguato ‘cassetto degli attrezzi’ previdenziali al giovane lavoratore. Pensiamo a formule assicurative, collegate al ‘secondo pilastro’ della previdenza complementare e finalizzate alla copertura di eventuali ‘buchi’ contributivi in caso di disoccupazione o perdita della capacità lavorativa (long term care)."

“Certamente la decisione di anticipare il pensionamento non può essere penalizzata oltre un certo livello, così come crediamo sia opportuno bloccare la correlazione fra speranza di vita e l’età pensionabile, visto che i coefficienti di trasformazione sono già ‘tarati’ in tal senso”, ha concluso Mantovani.


CIDA è la Confederazione sindacale che rappresenta unitariamente a livello istituzionale dirigenti, quadri e alte professionalità del pubblico e del privato. Le Federazioni aderenti a CIDA sono: Federmanager (industria), Manageritalia (commercio e terziario), FP-CIDA (funzione pubblica), CIMO (sindacato dei medici), Sindirettivo (dirigenza Banca d’Italia), FENDA (agricoltura e ambiente), FNSA (sceneggiatori e autori), Federazione 3° Settore CIDA, FIDIA (assicurazioni), SAUR (Università e ricerca), Sindirettivo Consob (dirigenza Consob), Sumai-Assoprof (medici ambulatoriali).

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