L’energia al centro delle politiche industriali, economiche e sociali
Il convegno ALDAI-Federmanager del 10 giugno 2026 – in occasione dell’Assemblea Annuale presso l’Auditorium Testori di Palazzo Lombardia – ha l’obiettivo di sviluppare la collaborazione delle Parti Sociali, delle Imprese e delle Istituzioni per assicurare un piano energetico in grado di superare le criticità e garantire competitività del sistema industriale e stabilità del Paese
Alfredo Avanzi
Ambasciatore del Patto Europeo per il Clima - Socio ALDAI-Federmanager e componente dei Gruppi di Lavoro Energia ed Ecologia e CIDA Sviluppo Sostenibile
Il tema dell’energia rappresenta oggi uno degli snodi più critici per lo sviluppo economico e la stabilità sociale dell’Italia. Il Paese si trova infatti in una posizione strutturalmente delicata, caratterizzata da una forte dipendenza dall’estero per l’approvvigionamento di risorse energetiche, da un sistema produttivo energivoro e da un contesto internazionale sempre più instabile. Questi elementi ci rendono particolarmente esposti a rischi di natura geopolitica, industriale, economica e tecnologica, con conseguenze rilevanti su imprese, occupazione e qualità della vita dei cittadini.
Dipendenza energetica e vulnerabilità geopolitica
Uno dei principali fattori di rischio è rappresentato dalla dipendenza dalle importazioni di energia, in particolare di gas naturale, petrolio, ma anche di energia elettrica. Le tensioni geopolitiche degli ultimi anni hanno evidenziato, con particolare chiarezza, la fragilità dei sistemi energetici fortemente dipendenti dalle importazioni di combustibili fossili.
L’Italia importa una quota significativa del proprio fabbisogno energetico, rendendosi vulnerabile a tensioni internazionali, conflitti e instabilità nei Paesi fornitori. Le recenti crisi geopolitiche hanno dimostrato come interruzioni o riduzioni delle forniture possano tradursi rapidamente in aumenti dei prezzi e difficoltà di approvvigionamento.
Un esempio emblematico è rappresentato dalla rilevanza strategica dello Stretto di Hormuz, attraverso cui transita una quota significativa dei flussi energetici globali. Analogamente, la dipendenza da input energetici per la produzione di fertilizzanti evidenzia come le dinamiche energetiche abbiano ricadute trasversali su intere filiere economiche, inclusa quella agroalimentare.
Nel tempo, il sistema energetico europeo ha mostrato una tendenza a sostituire una dipendenza con un’altra, senza ridurre in modo strutturale la propria esposizione ai rischi esterni. Ciò evidenzia la necessità di un approccio più sistemico e resiliente; una strategia di adattamento.
Costi energetici e competitività delle imprese
Un altro elemento critico riguarda il costo dell’energia, che in Italia risulta spesso più elevato rispetto ad altri Paesi europei. Questo divario penalizza in particolare le imprese manifatturiere, che rappresentano uno dei pilastri dell’economia nazionale. Settori come la siderurgia, la chimica, la ceramica, l’alimentare e molte altre, sono particolarmente sensibili alle variazioni dei costi energetici.
L’aumento dei prezzi dell’energia si traduce in una riduzione dei margini, in minore capacità di investimento e nella perdita di competitività sui mercati internazionali. Alcune imprese possono essere spinte a ridurre la produzione o a delocalizzare in Paesi con costi energetici più bassi, con conseguenze negative sull’occupazione e sul tessuto industriale.
Transizione energetica: opportunità e criticità
La transizione verso fonti rinnovabili rappresenta una risposta necessaria ai rischi energetici e ambientali, ma comporta a sua volta sfide significative. L’Italia ha compiuto progressi importanti nello sviluppo di energie rinnovabili, come solare ed eolico, ma il percorso è ancora incompleto.
Tra le principali criticità vi sono:
- la discontinuità della produzione da fonti rinnovabili, legata alle condizioni climatiche;
- la necessità di investire in sistemi di accumulo e reti intelligenti;
- i tempi lunghi e la complessità autorizzativa per la realizzazione degli impianti.
Se non adeguatamente gestita, la transizione energetica rischia di generare squilibri temporanei, con possibili aumenti dei costi e difficoltà di approvvigionamento. Tuttavia, se affrontata con una visione strategica, può rappresentare anche un’importante opportunità di sviluppo tecnologico, industriale e occupazionale.
Impatti sociali: famiglie, disuguaglianze e qualità della vita
I rischi energetici non si limitano alla dimensione economica, ma hanno anche rilevanti implicazioni sociali. L’aumento dei prezzi dell’energia incide direttamente sul costo della vita delle famiglie, in particolare per quanto riguarda le bollette di luce e gas. Questo fenomeno può aggravare situazioni di vulnerabilità economica, aumentando il numero di famiglie in condizioni di “povertà energetica”, cioè incapaci di sostenere adeguatamente i costi per il riscaldamento e l’illuminazione. Le disuguaglianze territoriali possono inoltre accentuarsi: alcune aree del Paese, meno infrastrutturate o più isolate, oppure penalizzate dalla prospettiva di differenziazione territoriale dei costi per eccesso di consumo rispetto alla produzione, possono subire maggiormente gli effetti delle criticità energetiche.
Innovazione, infrastrutture e ruolo delle politiche pubbliche
Per affrontare questi rischi è fondamentale investire in innovazione tecnologica e infrastrutture energetiche. Lo sviluppo di reti più efficienti, sistemi di accumulo e soluzioni digitali per la gestione dei consumi può contribuire a rendere il sistema più resiliente. Un ruolo decisivo è svolto dalle politiche pubbliche, chiamate a definire un quadro normativo stabile e favorevole agli investimenti. È necessario semplificare le procedure autorizzative, incentivare la ricerca e sostenere le imprese nella transizione energetica.
Unire le forze per assicurare la stabilità energetica
Il sistema energetico rappresenta per l’Italia una sfida complessa, che intreccia dimensioni economiche, sociali e geopolitiche. La dipendenza dall’estero, i costi elevati e le difficoltà della transizione energetica costituiscono rischi significativi, ma anche stimoli per un cambiamento strutturale.
Il contributo del pragmatismo manageriale per una strategia di adattamento, che assicuri resilienza e sostenibilità, economica e ambientale, di lungo periodo
SAVE THE DATE
Energia e Industria: il ruolo del manager nella ridefinizione delle politiche produttive
si terrà nell'ambito dell'Assemblea Annuale ALDAI
mercoledì 10 giugno 2026 alle ore 18:00
presso Auditorium Testori di Palazzo Lombardia, Milano
Per partecipare è necessaria la registrazione su www.aldai.it
Un convegno di grande rilevanza, ma con posti limitati.
Consigliata l’iscrizione per tempo, per non perdere l’opportunità
01 maggio 2026
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