Auto elettriche. Quello che non vi dicono (seconda parte)

Ho comprato un’auto elettrica e posso testimoniarvi quanto (poco) ci sia di vero in ciò che ci raccontano

Vladimiro Sacchetti

Coordinatore Gruppo Sport e Turismo
Nel precedente articolo vi ho riportato, dopo un anno di esperienza con la mia prima auto elettrica, quanto di vero ho riscontrato in merito alla loro scarsa autonomia ed alle loro belle prestazioni.

Ora vi dirò cosa ho constatato in merito all’altra difficoltà ben nota delle auto elettriche: Le Ricariche

Le difficoltà che ho incontrato nel fare i vari tipi di ricarica (lente, veloci e domestiche), i loro reali costi e scomodità.

Tipi di Ricarica.

Per invogliarci all’acquisto di un’auto elettrica, ci parlano solo delle ricariche veloci, in realtà si possono fare essenzialmente 3 tipi di ricariche che però hanno tempi e costi enormemente diversi. 

  • La ricarica domestica. Si deve collegare elettricamente l’auto dal nostro box al contatore di casa (ricarica a 3 KW, a 6 KW o a 10 KW in funzione del contratto con il fornitore di energia elettrica). La ricarica domestica richiede l’installazione di un apparecchio (WallBox) che serve per evitare di far saltare il contatore di casa se oltre a caricare l’auto accendiamo anche l’asciugacapelli o il forno (nel caso di un contratto a 3 KW).

  • La ricarica ad una colonnina a corrente alternata AC (capacità max 22 KW, ma quasi tutte le auto accettano solo 11 KW di massimo). La colonnina a corrente alternata richiede di collegare l’auto alla colonnina con un proprio cavo elettrico ed aver fatto una convenzione con un gestore.

  • La ricarica ad una colonnina a corrente continua DC. (capacità max anche di 350 KW ma molte auto accettano solo 100 KW di massimo). La colonnina a corrente continua usa un proprio connettore elettrico (proprio come il tubo della benzina dal distributore) ed anch’essa richiede una convenzione con un gestore.
 

Colonnina ricarica CC a Corrente Continua

Velocità di ricarica.
Ci parlano sempre dell’elevata velocità di ricarica riferendosi solo alle veloci colonnine DC in corrente continua che permettono di riempire la batteria dal 20 al 80% in meno di 20 minuti. 

Ma perché ci parlano sempre di ricarica solo al 80%? Perché la velocità di ricarica rallenta quando la batteria è quasi piena e infatti per ricaricare l’ultimo 20% si impiega altrettanto tempo. 

Quello che inoltre non ci dicono è che molte auto elettriche permettono una ricarica alla potenza massima di 100KW. 

(Nel caso di una grossa batteria da 84KWh netti come è la mia, il dover caricare dal 20 al 80% significa caricare il 60% di 84KWh cioè 50,4KWh che evidentemente richiede mezz’ora se caricata a 100KW )
Nei 3 possibili tipi di ricariche, per mettere 50 KWh nella nostra auto si avranno circa i seguenti tempi, che come vedete sono enormemente diversi ma anche i costi della ricarica sono abissalmente diversi.
 Per chi è abituato ai costi della benzina, che da un distributore all’altro variano di soli alcuni centesimi, sembra assurdo che ci possano essere queste enormi differenze di prezzo. E’ come se la benzina da un distributore costasse il doppio o il triplo che da un altro. Queste enormi differenze del prezzo dell’energia comportano, tra l’altro, che diventa impossibile calcolare se e quanto si risparmia con un’auto elettrica rispetto ad una a benzina. Dipende tutto dal tipo di ricariche che prevalentemente facciamo. 

Tra l’altro una nota casa automobilistica di auto elettriche offre ai suoi clienti la ricarica da una rete di sue colonnine veloci DC a metà prezzo (circa 0,45€/Kwh) ed anche una nota compagnia elettrica per tutta l’estate del 2025 nelle sue colonnine veloci DC ha offerto in promozione la ricarica a 0,40€/Kwh. Questo dimostra che ci sono ampi margini per ridurre il prezzo delle ricariche, forse nel tempo l’effetto concorrenza riuscirà a farlo.


Difficoltà e scomodità delle ricariche.

Quello che non ci dicono in merito alle ricariche, sono le non poche difficoltà che un neofita di auto elettrica deve affrontare anche solo per capire come si deve operare sui diversi tipi di colonnine e dei diversi gestori. 

La prima impressione del neofita è di essere capitato in un labirinto infernale che sembra essere fatto apposta per rendere le cose le più difficili possibile.

All’inizio, la prima cosa che ho notato è che le colonnine elettriche perfino quelle degli autogrill, contrariamente a come siamo da sempre abituati con i distributori di benzina, non hanno inservienti a cui chiedere o farsi aiutare almeno per le prime volte. Quasi sempre inoltre non è possibile pagare con bancomat (come siamo abituati fare con i self service dai benzinai) e, stranamente, occorre invece avere fatto una convenzione con un gestore ed aver scaricato sul nostro cellulare una App di quel gestore. C’è di buono che queste App permettono anche di vedere da remoto se e quali colonnine sono libere e talvolta prenotarle. Attenzione però che potremo rifornirci da una colonnina di un altro gestore solo se è convenzionato con il nostro e comunque ci costerà di più per le commissioni (almeno un +10%). Questo in pratica costringe ad iscriverci con diversi gestori (io ne ho 4) e di conseguenza si verrà ad avere sul proprio cellulare numerose App da saper usare per poter fare le ricariche. Tutte queste difficoltà evidentemente non invogliano certo l’acquisto dell’auto elettrica soprattutto da parte dei meno giovani.

Un'ulteriore scomodità che mi ha stupito è che, diversamente dai benzinai, le stazioni di ricarica sono sempre allo scoperto anche quando sono grandi e con molte colonnine come quelle degli autogrill. Questa mancanza di una tettoia di protezione mi è francamente incomprensibile soprattutto perché, contrariamente dai rifornimenti di benzina, fare la ricarica elettrica richiede un tempo molto più lungo da dover passare d’estate sotto il sol leone o sotto la pioggia o al gelo.
 

Colonnina ricarica AC a Corrente Alternata da collegare con cavo proprio.

Scomodità delle colonnine AC: Come abbiamo visto, le ricariche veloci, cioè quelle fatte alle colonnine in corrente continua DC da oltre 100KW sono costose e fra l’altro ci dicono che se fatte sistematicamente, alla lunga danneggino la batteria. Per questo, la maggior parte delle ricariche si cerca sempre di farle alle più economiche colonnine AC da 11 KW che però comportano la scomodità di lasciare attaccata l’auto diverse ore in ricarica. Quindi si deve lasciarla e tornare a casa a piedi e poi tornare sempre a piedi a riprenderla e questo con qualunque meteo. Nel mio caso sono fortunato perché ho una colonnina AC proprio quasi sotto casa e, quando voglio ricaricare l’auto, la porto al mattino comprando il giornale e, a seconda di quanta ricarica devo fare, la ritiro prima o dopo pranzo (altri preferiscono ricaricare durante le ore d’ufficio). 
Un'altra scomodità è che queste colonnine non hanno il cavo di collegamento e per effettuare la ricarica occorre materialmente distendere il proprio cavo elettrico, collegarlo alla colonnina e all’auto ed una volta finito, scollegarlo e rimetterlo nel bagagliaio (proprio non capisco perché anche queste colonnine lente non abbiano il cavo in dotazione già attaccato come quelle veloci). 

Queste operazioni di collegamento elettrico sono un po’ noiose ma non difficili, però diventano veramente sgradevoli quando si devono fare in un giorno di pioggia con l’ombrello in una mano e con l’altra cerchiamo affannosamente di riavvolgere il cavo di ricarica che oltre ad essere semirigido è anche bagnato ed infangato per essere stato disteso per terra per tutto il tempo della ricarica.   

Tutte queste scomodità però si evitano se abbiamo la fortuna di poter ricaricare l’auto nel proprio box cioè poter fare la cosiddetta “ricarica domestica”.

Le ricariche domestiche:

Queste sono di gran lunga le più agevoli perché quando arriviamo a casa, basta attaccare l’auto alla presa elettrica del box per avere comodamente tutte le mattine la batteria sempre carica. Esattamente come siamo oramai abituati a fare quasi tutte le sere con il nostro cellulare.

Ma come possiamo avere nel box-auto una presa di corrente adeguata? Se si è persone fortunate che abitano in villa, la presa del box è già attaccata al nostro contatore di casa ed in questo caso basterà installare una Wallbox per evitare di far saltare il contatore se in casa accendiamo anche l’asciugacapelli.

Se invece, com’è la maggioranza degli italiani, abitiamo in un condominio allora le cose si complicano e di molto.

Come si vede nel riquadro accanto, in caso di condominio tutte le soluzioni possibili per la ricarica domestica comportano dei costi totali che portano ad un costo del Kwh non molto diverso da quello delle colonnine lente cioè a corrente alternata AC, però rimane la grande comodità di trovare senza disagi tutte le mattine la nostra auto con la batteria ricaricata.


Difficoltà nel trovare colonnine di ricarica libere.

Quando si deve fare una ricarica è molto spiacevole trovare le colonnine occupate ma nel corso di un anno devo dire che a me non è quasi mai successo. Per fare le ricariche in città ho la fortuna di avere 3 colonnine nell’arco di 300m da casa mia ed in viaggio ho sempre trovato colonnine libere. Ma probabilmente è diverso per chi deve viaggiare nei giorni di “esodo di agosto” o nei ponti e weekend estivi. In questi periodi in autostrada si formano code perfino ai distributori di benzina (dove ogni auto fa rifornimento in soli 2 minuti) perciò presumo sia difficile trovare libere le colonnine di ricarica (dove ogni auto deve restare in carica circa mezz’ora).

Conclusioni

Il mese scorso vi avevo descritto che avevo trovato molto entusiasmanti le prestazioni dell’auto elettrica e che la tanto discussa “scarsa autonomia” in realtà è un problema solo in autostrada, dove con un SUV, alla velocità di 130Km/h, disponendo di una grossa batteria (80-90 Kwh) si riescono a percorrere 260Km e quindi dopo 2 ore di viaggio ci si deve fermare per 20-30 min. a ricaricare. (con batterie normali da 50 Kwh dovremmo fermarci a ricaricare addirittura ad ogni ora di viaggio).

Ora abbiamo visto invece che le tanto discusse scomodità per fare le ricariche sono purtroppo vere. Se non si ha fortuna di poterle fare comodamente nel proprio box-auto, si deve lasciare l’auto ad una vicina colonnina AC per diverse ore (e tornare a casa a piedi). Le più comode colonnine DC con ricariche veloci (20-30 min.) purtroppo vanno riservate ai viaggi perché sono in genere costose e se fatte continuamente riducono la vita della batteria. (il computer di bordo memorizza infatti quante ricariche vengono fatte distinguendo quelle veloci da quelle lente.)

Il prossimo mese vi parlerò di tutti gli altri costi dell’auto elettrica confrontati a quelli di una a benzina per cercare di rispondere alla domanda fondamentale che molti si fanno: “ma l’auto elettrica conviene rispetto ad una equivalente a benzina?”


Come ricaricare l’auto nel proprio box condominiale

Il caso più frequente è avere il proprio box-auto accanto o sotto al condominio dove abitiamo. Dovendo collegare elettricamente il proprio box-auto al nostro contatore di casa bisogna vedere innanzitutto se questo è raggiungibile e quanto è distante. Di solito i contatori della luce si trovano in casa propria o riuniti in una sala contatori in cantina (che in genere è più vicina ai box). 

Quanto costa questa installazione e quanto conviene?

Un esempio: per mettere una Wallbox in un box sotterraneo e collegarla con 70 mt di cavo al proprio contatore di casa, con relativa certificazione antincendio (obbligatoria per i box condominiali), vengono richiesti circa 3.000€. Se consideriamo di ripartire questa spesa su 6 anni si ottiene una quota di 500€ all’anno che se ripartita su 1.500 Kwh annui (con 10.000Km annui di percorrenza ed un consumo medio di 4,7Km/Kwh si consumano 2100 Kwh/anno, però circa un terzo di questi si dovrà comunque fare alle colonnine perché in viaggio o in vacanza), ne consegue un costo di circa 0,30€/kwh che si aggiunge ai circa 0,30€/kwh del costo dell’energia di casa.

In pratica la spesa per ammortizzare l’impianto raddoppia il costo dell’energia domestica portandola quasi allo stesso prezzo delle colonnine AC.

Quando il box-auto non è collegabile al nostro contatore di casa, si può installare nel proprio box una nuova linea elettrica con un nuovo contatore. Purtroppo le compagnie considerano queste forniture come contratti per “uso NON domestico”, il che comporta un contratto con iva al 22% invece che del 10% ed un costo fisso mensile di 56€ cioè 672€ all’anno (oltre a 500€ di costo dell’allacciamento). Però in questo caso non è necessario installare la Wallbox perché il contatore (anche se di soli 3KW) è destinato solo a caricare l’auto. Con percorrenze di 10.000 Km/anno visti sopra, tutti questi costi per un nuovo contatore portano sempre ad un costo del Kwh di quasi 0,60€/Kwh. 

Non si capisce proprio perché le compagnie elettriche considerino i box “uso NON domestico” o perché, il governo non obblighi a fare un contratto analogo a quello domestico visto che entrambi sono da 3 KW di potenza. (anzi, la ricarica auto è soprattutto notturna proprio quando l’energia viene meno richiesta ed è meno costosa). 

Come si vede, in entrambi i casi il costo della ricarica domestica diventa di circa 0,60€/Kwh simile a quello delle colonnine AC da 11KW.

Il condominio può facilmente installare in tutti i box delle semplici derivazioni con contascatti, cosa che permette l’addebito di quanto ciascun box-auto consuma, ma occorre ottenere il difficile consenso dell’Assemblea condominiale…..


Notizie della settimana

Archivio storico dei numeri di DIRIGENTI INDUSTRIA in pdf da scaricare, a partire da Gennaio 2013.

I più visti

Contratto Dirigenti Industria

La versione aggiornata del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (CCNL) dei dirigenti industria 2025-2027, firmato il 13 novembre 2024, è riassunta nell'articolo per facilitarne la consultazione ai lettori registrati sulla rivista digitale.
01 gennaio 2025

Contratto Dirigenti Industria 2019-2024

La versione aggiornata dell'accordo Confindustria Federmanager è sintetizzata nell'articolo "Contratto Dirigenti Industria". In questo documento è proposta la sintesi del precedente accordo 30 luglio 2019.
01 ottobre 2019

Tradizionale, elettrica o plug-in ?
Quattro conti sull’auto di oggi

Considerazioni di convenienza, ma anche di compatibilità ambientale e sostenibilità per orientarci nel cambio dell’auto
01 luglio 2026

Energia per l’industria e per il futuro del Paese

Energia e Industria al centro del convegno pubblico organizzato da ALDAI-Federmanager nell’ambito dell’Assemblea Annuale del 10 giugno presso l’Auditorium Testori di Palazzo Lombardia
01 luglio 2026

Auto elettriche. Quello che non vi dicono

Ho comprato un’auto elettrica e condivido quanto (poco) ci sia di vero in ciò che ci raccontano
01 luglio 2026