Nasce l’Osservatorio Comunicazione Strategica
La piattaforma di ricerca indagherà le competenze relazionali nelle organizzazioni
Daniela Caraiman
Accademia di Comunicazione Strategica
Martedì 28 aprile il Politecnico di Milano ha ospitato l’evento di lancio dell’Osservatorio Comunicazione Strategica, un progetto di ricerca permanente nato dalla partnership tra il gruppo di ricerca Innovation, Strategy and Family Business della POLIMI School of Management e il Centro Studi dell’Accademia di Comunicazione Strategica (ACS).
A introdurre il convegno, moderato dal giornalista del Sole 24 Ore Gianni Rusconi, sono stati i saluti istituzionali di Federico Frattini, Dean di POLIMI GSoM e Direttore Scientifico dell’Osservatorio, e di Luca Brambilla, Direttore di ACS e Direttore del Percorso Executive in Comunicazione e Negoziazione Strategica di POLIMI GSoM.
Frattini ha messo in evidenza la fruttuosità di questa partnership: “Una collaborazione nata da una convergenza molto naturale tra due mondi che, da sempre, cerco di mettere in dialogo: da un lato la ricerca rigorosa, dall’altro la pratica”. Una sinergia che consentirà di dare un approccio “ingegneristico” a temi spesso lasciati all’improvvisazione come la comunicazione e le relazioni. Temi che, come ribadito da entrambi, non rappresentano più un elemento accessorio, ma una leva fondamentale per abilitare l’innovazione e la trasformazione organizzativa. A tal proposito, Brambilla ha sottolineato che “Dentro un mondo così complesso e rapido, gli obiettivi non si possono raggiungere da soli ma serve costruire alleanze strategiche”.
L’oggetto di studio dell’Osservatorio
Josip Kotlar e Massimo Balestri – rispettivamente Direttore Scientifico e Direttore Strategico dell’Osservatorio – hanno illustrato il framework scientifico dell’iniziativa.
L’oggetto di ricerca sono le competenze strategico-relazionali: le cosiddette “soft skill”, da sempre intese come abilità intangibili, verranno ora studiate in maniera rigorosa e analitica tramite metodologie qualitative e quantitative. Qual è il livello di diffusione, che impatto hanno sulle performance aziendali, quali sono i fattori che ne frenano lo sviluppo. Queste sono solo alcune delle domande a cui l’Osservatorio mira a dare una risposta.
Per farlo, in occasione dell’evento è stata lanciata la prima survey nazionale sulle competenze strategico-relazionali, rivolta a manager, professionisti e leader HR di vari settori.
“La ricerca si propone di fornire un’analisi sistematica su larga scala per monitorare il grado di consapevolezza delle imprese italiane e le loro pratiche di sviluppo riguardo alle competenze relazionali”, ha esordito Massimo Balestri, elencando le dieci skill che saranno oggetto della ricerca: intelligenza emotiva, ascolto attivo e capacità di fare domande, gestione del tempo, public speaking, comunicazione, visione strategica e gestione dell’incertezza, negoziazione e gestione dei conflitti, leadership collaborativa, leadership inclusiva, gestione dell’ego.
Come ha spiegato Josip Kotlar: “Osserveremo come si coltiva una leadership di successo, a partire dalla capacità di relazionarsi e di comunicare, monitorando le perfomance e il benessere organizzativo”.
Associazioni e aziende coinvolte nel progetto
Attorno al tema delle competenze strategico-relazionali si sono accesi dibattiti che hanno coinvolto i referenti delle associazioni patrocinanti e delle aziende.
Dalla prima intervista a Valter Quercioli – Presidente di Federmanager – e Simone Pizzoglio – Vicepresidente di Manageritalia – è emerso un punto cruciale: se in passato erano soprattutto le hard skill la chiave per crescere professionalmente, oggi le soft skill stanno prendendo sempre più spazio. In questo contesto, le associazioni rappresentano un eccellente strumento di networking e condivisione. “Il manager si sente solo nel momento in cui prende le decisioni. A questo servono le associazioni: ad aggregare e valorizzare punti di vista anche differenti” ha premesso Valter Quercioli. “Il valore del network è sempre più percepito dagli associati, all’interno di un sistema come il nostro che offre sia rappresentanza che servizi” ha affermato Pizzoglio.
Di grande impatto è stata la testimonianza di Diego Modugno, CEO di CAL Srl, che attraverso la sua esperienza ha capito una lezione importante: se le competenze tecniche possono facilitare l’avvio della carriera, sono le competenze relazionali la porta per accedere a posizioni apicali. “Le competenze tecniche possono renderti un ottimo musicista, ma solo le competenze relazionali possono trasformarti in un Direttore d’orchestra” sono state le parole con cui ha concluso il suo intervento.
Alla tavola rotonda hanno contribuito figure di rilievo come Alessandra Scotti (Vicepresidente AIDP Lombardia), Andrea Barbuto (Content Management Specialist di Confindustria), Laura Fedeli (Head of Advisory di Valore D), Martina Abbate (HR Business Partner di Cooper Consumer Health), Luca De Battisti (Marketing & Training Director – HQ Sales Manager di Italmondo Group) e Giulia Nicolosi (HR Manager di OMAB), che hanno inquadrato la Comunicazione Strategica come infrastruttura del sistema produttivo.
Alessandra Scotti auspica che la partecipazione all’Osservatorio serva a “indagare gli elementi intangibili, ad attivare la cultura della co-costruzione e a creare consapevolezza sul valore della competenza relazionale dentro le imprese”.
Per Andrea Barbuto sarà fondamentale aumentare la qualità delle relazioni: “Come Confindustria lavoriamo tra relazioni non lineari e talvolta anche conflittuali […] per governare questa complessità è necessario migliorare la comunicazione delle imprese che rappresentiamo e incidere insieme sulle proposte di regolamentazione del lavoro”.
La leadership inclusiva spicca tra le competenze più richieste dal mercato. “Non si tratta di un costo da giustificare”, ha precisato Laura Fedeli, “e lo confermano i dati: secondo Boston Consulting Group, i team misti garantiscono il 19% in più nei ricavi da innovazione, mentre Ernst & Young valuta che l’88% degli investitori globali analizza i dati Esg per esprimere una valutazione sull’azienda”.
In una multinazionale l’allineamento culturale è particolarmente decisivo. “Per questo abbiamo lavorato a un percorso di identità aziendale condivisa con i dipendenti”, ha ricordato Martina Abbate di Cooper Consumer Health. “Come HR sappiamo bene che lavoratori non allineati ai valori dell’azienda sono spesso insoddisfatti e non coinvolti al 100%: in questo senso l’ascolto è una competenza fondamentale”, ha aggiunto Abbate.
Se il settore della logistica ha molta strada da fare nel mettere a fuoco il valore della relazione, Italmondo è un’eccezione: “Con la partecipazione all’Osservatorio ci aspettiamo di imparare a parlare con gli interlocutori più difficili”, ha commentato Luca De Battisti. “Le relazioni, comprese quelle con dipendenti, fornitori e stakeholder, vanno costruite per tempo e non attivate al bisogno”, ha aggiunto il manager.
Omab è una PMI che crede e ha investito nella comunicazione, come ha confermato Giulia Nicolosi: “Le relazioni rappresentano un valore inestimabile per un’azienda. Permettono di lavorare meglio e in un clima più collaborativo”. Lo evidenziano anche i KPI della produzione: “Le riunioni, lo scambio, le analisi del clima, in una parola la comunicazione di valore, impattano in modo già misurabile sui risultati”, ha concluso Nicolosi.
Le prossime iniziative dell’Osservatorio: tra ricerca ed eventi
L’attività dell’Osservatorio si declinerà in numerosi eventi e momenti di confronto: workshop di co-creazione, webinar online e il convegno finale in cui saranno presentati i risultati della ricerca, già fissato per il 26 novembre 2026.
Il tutto grazie al supporto del team di ricerca presentato durante l’evento: Chiara Pantalena (Lead Researcher), Greta Mezzetti (Researcher), Daniela Caraiman (Responsabile Comunicazione) e Beatrice Margutti (Project Manager).
Per partecipare SURVEY
Per maggiori informazioni scrivere a: d.caraiman@comunicazionestrategica.it; beatrice.margutti@polimi.it
01 maggio 2026
Localizza
Stampa
WhatsApp











