ESG e sostenibilità: due termini che i manager dovranno fare propri

Ce lo spiega bene Gabriella Chiellino, imprenditrice-fondatrice di Eambiente e sostenitrice dell’Ecologia Integrale per la Casa Comune

A cura di Paolo Vivian

Il 13 novembre 2025 Federmanager Venezia ha ospitato la dott.ssa Gabriella Chiellino, “guru” della nuova frontiera dell’economia civile e sociale, per un “assaggio” di una materia che si sta imponendo in Europa, seppure con difficoltà e complessità normativa, e che finalmente pone il problema della sostenibilità Ambientale, Sociale e di Governance di aziende, enti e associazioni. (ESG).
Gabriella Chiellino, prima laureata in Italia in Scienze ambientale a Ca’ Foscari-Venezia, ha fondato Eambiente, società di ingegneria ambientale con un giro d’affari in costante crescita e un numero di addetti che oggi supera i 50, con sede al Vega-Parco Scientifico Tecnologico di Venezia-Marghera. L’azienda opera nel settore della consulenza e dell’ingegneria ambientale ed energetica, come si legge nel sito istituzionale: “Con 30 anni di esperienza, offriamo soluzioni innovative supportando imprese e comunità nel trovare soluzioni tecniche e gestionali sostenibili, dal punto di vista ambientale, sociale ed economico”.
Il consiglio direttivo di Federmanager Venezia ha accolto la Ceo di Eambiente, con l’obiettivo di conoscere la sua esperienza anche grazie ad alcuni progetti che impattano nel sociale.
Dopo la presentazione e il benvenuto alla dott.ssa Chiellino, con la consegna di una copia del libro del socio Paolo Vivian “Santi, monaci, contese e decime in gronda di Venezia”, si è passati all’esposizione delle motivazioni che la spingono ad occuparsi di due emergenze sociali striscianti ma che incombono nella vita di tutti noi: l’emergenza abitativa e il bisogno di affettività e di inserimento nella realtà di ragazzi e giovani con le nuove sfide da affrontare che la società pone all’orizzonte.
“Secondo il World economic Forum le emergenze sociali hanno assunto una nuova scala: al primo posto balza il Cost of living crisis (costo della vita e dell’abitare) e al secondo Natural disasters and estreme weather events (disastri naturali ed eventi climatici estremi). Di qui la necessità di studiare e mettere in pratica un modello di comunità che condivida la quotidianità in un contesto di economia familiare che abbatta i costi della vita (autoconsumo energetico) e ne aumenti la coesione sociale”.
“Queste emergenze si affrontano tutti assieme, pubblico e privato, con due vere transizioni: quella di rigenerazione di luoghi abbandonati, (edifici pubblici, monasteri, scuole, etc) e quella ecologica per un vivere sostenibile, nella scia delle indicazioni della “Laudato Si” di papa Francesco. Solo insieme possiamo camminare in una sinergia e corresponsabilità di vita”.

D: Forse un ritorno alle antiche “grange benedettine dell’Ora et Labora”?
R: “Non monasteri chiusi alla società e neanche lo stile della ‘comune’ degli anni sessanta del novecento, ma una grande famiglia attiva, dove coppie affidatarie vivono in comunità fungendo da cerniera intergenerazionale, formando ragazzi e giovani con un ritorno alla gioia di vivere. Sicuramente una educazione con meno iperconnessione e più manualità potrà assicurare una crescita consapevole (condita da una rinata spiritualità) verso una transizione anche umanistica, oltre che ecologica ed un ritorno alla ricerca della bellezza/arte/storia del nostro territorio (beauty seekers)”.

D: Il primo prototipo sarà la rigenerazione del Borgo Benedettino della Torre antica di Tessera (già oggetto di ripetute attenzioni da parte della rivista “Dirigenti Nordest”). Come si configura questo prototipo di progetto sociale?
R: “Una Fondazione in corso di costituzione ha nelle mire l’acquisto di un antico podere (circa 5mila metri cubi da riattare e qualche ettaro di terreni agricoli) con la possibilità di gestire orti biologici, spazi per laboratori ed officine per apprendere la manualità, il tutto condividendo servizi e convivialità. La presenza di un’antica Chiesa (Sant’Elena e Sant’Antonio abate, anno 1089), permetterà, assieme alla comunità locale, dopo un doveroso restauro conservativo, la rinascita di un luogo di culto e di riflessione con eventi culturali adatti a questo luogo consacrato da quasi mille anni”.

D: Qual è il nome del progetto e quali i contatti per eventuali adesioni come sostenitori?
R: “Il progetto si chiamerà Casa della Gioia, con il compito di far crescere bambini e ragazzi bisognosi di affettività e formazione. Il primo passo necessita di risorse finanziarie ed umane:

1) un capitale finanziario per il funzionamento della fondazione ed un capitale dedicato al progetto per la rigenerazione dei manufatti,
2) famiglie affidatarie che desiderano vivere nella comunità e volontari per affidi, servizi anche temporanei”.

D: Quali i tempi del progetto?
R: “In questo momento sono in corso survey da parte di tecnici ed architetti per idee progettuali e layout delle attività, nonché un business plan/gant per definire le tempistiche e i contratti di acquisizione. L’ETS (Ente del Terzo Settore) che ha in carico la prima fase è P&G-Conversione Ecologica.
Per info e sostegni (anche economici) al progetto fare riferimento e scrivere a: info@concorsoecologika.it

D: La dott.ssa Chiellino ringrazia i colleghi di Federmanager per l’attenzione, invitando a riflettere sul fatto che sempre di più le aziende diventeranno “bene comune”, che impiegano e formano esseri umani, con quale evoluzione?
R: “Con una fattiva collaborazione tra privato e pubblico affinché economia e società marcino assieme. Qualora ci sia effettivo interscambio tra esigenze sociali, ambiente e Creato, solo allora nascerà un nuovo modello di ciclo economico: Ambiente, Società e Governance che porta ad una riflessione sui temi della Comunità e nuovi stili di vita comune.

Dobbiamo interrogarci ed investire nel sociale e nell’ambiente, uscendo dai nostri comodi schemi. Vivere la sostenibilità come ecologia integrale: Spirito, Terra, Uomo/ Cultura locale - Allora il domani sarà migliore, con una reale eredità patrimoniale e morale per i nostri figli e nipoti”.

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