Historia Magistra Vitae

Come gli epigoni di Cicerone e Machiavelli non hanno capito

Alberto Pilotto

Alberto Pilotto Federmanager Vicenza

La Storia è maestra di Vita è una celebre locuzione di Cicerone (avvocato, politico,scrittore, oratore, Arpino 106-43 a.C.), tratta da “Historia vero testis temporum”: “la Storia in verità è testimone dei tempi, luce della verità, maestra di vita, messaggera dell’antichità”. Anche Niccolò Machiavelli (politico, politologo, storico, scrittore, diplomatico,Firenze 1469-1527)ha sostenuto la ciclicità delle situazioni politiche. È un gran peccato che lo studio del Latino non sia stato, ormai da tempo, obbligatorio nelle nostre scuole medie ma, per fortuna, a partire dall’anno scolastico 2026/27 ritornerà nelle seconde e terze classi della scuola secondaria di primo grado (la nostra vecchia scuola media), ma non come materia obbligatoria.Secondo gli esperti, il latino aiuta a parlare correttamente in italiano,arrichisce il vocabolario dei giovani favorendo l’ordine mentale e l’elaborazione del pensiero; e chi parla bene(dicono gli scienziati) pensa anche bene. Peccato che questa decisione sia arrivata solo ora (meglio tardi che mai): mi e ci avrebbe risparmiato le ultime generazioni di politici con prese di posizione e decisioni ideologiche sia a livello locale che regionale, nazionale ed europeo, di giornalisti, opinionisti, tuttologi e della solita compagnia di giro che quotidianamente ammorbano l’aria degli studi televisivi con le loro disquisizioni su come salvare il Mondo e contribuiscono all’inquinamento ambientale con lo spreco di quintali di carta e di inchiostro nei vari articoli sui giornali. Per nostra fortuna, ci sono anche degli alti funzionari (Enel, ENI, altri) che nel loro ruolo e per i risultati ottenuti, anche a livello internazionale sono delle garanzie di professionalità, di continuità e di pragmatismo; ma sono certo che questi, vista la loro età, abbiano studiato il latino, sia alle scuole medie che alle superiori.
Dopo questa lunga, ma doverosa, premessa, veniamo al problema dei problemi attuali: la crisi energetica! È necessario fare un bel salto nel passato: 1973 la prima crisi energetica mondiale.
I Paesi arabi dell’OPEC (Organization of the Petroleum Exporting Countries) decisero l’embargo petrolifero, in risposta al sostegno dei Paesi occidentali a Israele durante la guerra (dello Yom Kippur) che vedeva come antagosta una coalizione di alleati arabi, principalmente Egitto e Siria.
Le decisioni prese: chiusura del Canale di Suez (con il conseguente obbligo delle navi petroliere a circumnavigare l’Africa), aumento delle royalties dei Paesi Arabi,aumento vertiginoso del prezzo (da 3 a 11,5 USD/ barile (=159 litri). Le conseguenze nei Paesi Europei furono drammatiche: code ai distributori di benzina, black-out, interruzione nella produzione industriale. Ricordo le domeniche a piedi, la circolazione auto a targhe alterne (numeri pari e dispari), la chiusura dei programmi Rai alle 23, il prezzo della benzina raddoppiato (da 134-150 a 200 £/ l); fu coniato il termine, naturalmente in inglese, “Austerity”. La crisi durò dall’Ottobre 1973 al Marzo 1974: sei mesi! Gli anni successivi videro una serie di fenomeni: inflazione, terrorismo, instabilità politica mai visti prima.Una seconda crisi energetica avvenne nel 1979 a seguito del brusco rialzo del prezzo del petrolio a seguito della Rivoluzione islamica in Iran che abbattè il governo dello Scià Reza Pahlavi.
Le conseguenze in Europa e degli USA furono la ricerca delle possibili soluzioni: il risparmio energetico e il picco dello sviluppo del nucleare permisero di contrastare le politiche dell’OPEC e di far crollare il prezzo del petrolio, a metà anni ottanta, a valori confrontabili con quelli pre-crisi 1973. Ma Noi Italiani, noi puri, noi ecologisti, noi sognatori non potevamo copiare quello che gli altri Paesi Europei (Francia, U.K., Spagna, e altri in Europa) avevano fatto e abbiamo deciso a larghissima maggioranza, con due referendum nel 1987 e poi nel 2011, di abrogare tutto quello che riguardasse il Nucleare.
E, ora, ci lamentiamo e preoccupiamo della crisi energetica perché la guerra Russia-Ucraina e il conflitto USA-Iran con relativa chiusura dello stretto di Hormuz hanno fatto bloccare i rifornimenti di gas e di petrolio con le relative conseguenze di prezzi e di diponibilità. Evidentemente ci sono parecchi, in giro per l’Italia e per il mondo, semplici cittadini e governanti, che non hanno letto la frase di Cicerone. Desidero concludere con una frase attribuita a Sant’Agostino (Tagaste 354 - Ippona 430): “Errare humanum est, perseverare autem diabolicum”.

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