I generalissimi

Generalissimi o Leader 4.0?

Paola Pilati 
Luiss University Press 
Pagg. 192 
 Prezzo 15,20 euro

Recensione a cura di Luca Luchesini
A guisa di provocazione, partiamo dall’unico difetto dell’interessantissimo volume di Paola Pilati, ovvero il titolo. I generalissimi ci sembra invero un termine un po’ infelice, evoca epoche e personaggi che nulla hanno a che fare con l’industria odierna. Difatti, man mano che attraverso le dieci interviste si dipanano le carriere, i paradigmi di gestione e le visioni dei protagonisti, ci si rende conto che il manager del futuro tutto è tranne che un algido stratega prussiano o un vanesio caudillo latino-americano.
Si va dai leader delle public companies quotate sui mercati mondiali (Claudio Descalzi per Eni, Francesco Starace per Enel, Marco Alverà per Snam, Giuseppe Bono per Fincantieri), a quelli dell’industria familiare (Marco Carletto per Calzedonia, Carla Demaria per Sanlorenzo), dalla cosmetica ai semilavorati per la chimica (Cristina Scocchia per Kiko, Giuseppe Librandi per Coim), alle frontiere tecnologiche della farmaceutica e della meccanica (Ugo De Francesco per Chiesi, Marco Tiraboschi per Brembo). In questa varietà straordinaria del sistema industriale italiano si impara molto sul futuro dell’energia e dei big data, sulle sfide e le opportunità della globalizzazione, su quanto la pandemia abbia cambiato gli scenari di riferimento in ogni settore, e soprattutto emergono evidenti i tratti che accomunano le imprese e i manager di successo. 
Per non guastare la curiosità, ci limitiamo a richiamarne solo un paio, attingendo senza vergogna all’efficace prefazione con cui Stefano Cuzzilla introduce il libro: l’obbligo di ripensarsi continuamente e crescere per l’impresa e l’imprenditore, e per il management quello di ascoltare, includere e valorizzare tutti gli stakeholder, a partire dalla proprietà e dai dipendenti.
Manager e imprese ripiegati su se stessi non hanno più futuro, come spiega nell’intervista di chiusura Valerio De Molli di Ambrosetti, e il vero paradigma culturale da superare per accelerare la crescita e lo sviluppo del sistema industriale italiano è quello dell’imprenditore-manager centrato sulla continuità del piccolo è bello o, viceversa, del manager-mercenario focalizzato sulla carriera e sul ciclo di breve periodo.


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